Via Francigena: una risorsa economica da valorizzare
Quando parliamo di Via Francigena, di pellegrini che percorrono le nostre bellissime strade, forse non ci rendiamo conto che parliamo di una risorsa inestimabile sul […]
Quando parliamo di Via Francigena, di pellegrini che percorrono le nostre bellissime strade, forse non ci rendiamo conto che parliamo di una risorsa inestimabile sul piano turistico. Si stima infatti che il percorso che si snoda tra i nostri inebrianti panorami sia percorso da circa 800.000 visitatori annui. Dal tratto parmense passano una buona percentuale di questo, nonostante spesso venga ignorato il potere economico dei pellegrini.
Se escludiamo infatti le politiche messe in atto dal Comune di Fornovo negli ultimi due anni, pannelli informativi, strutture di accoglienza e informative, il punto di accoglienza di Monte Bardone poco è stato fatto. Basti pensare infatti che, dall’altra parte dell’Appennino, in Toscana, la Francigena crea un giro d’affari per ben 16 milioni di euro annui, con 400 posti di lavoro e almeno 150.000 visitatori.
Il dato numerico dei cugini toscani è verosimilmente paragonabile al nostro, se non altro per continuità territoriale e storica. I siti più visitati sono la Pieve di Fornovo, incantevole monumento che fa da preludio alle bellezze dello Sporzana, ai “Salti del Diavolo” di Cassio, ai luoghi di culto bercetesi. Un altro luogo molto ricercato è l’attuale santuario della Guardia, costruito nel 1920 in un luogo di grande importanza paesaggistica.
La portata economica di questa strada spirituale si intreccia poi con la via degli Abati, proveniente da Bobbio, in grado di costituire un triangolo di grande importanza storico, culturale ma anche e soprattutto di sostegno al turismo locale.
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