Favole da Calestano, Tortorèn’na: al fjòl dal re
Favole da Calestano, Tortorèn’na: al fjòl dal re
Di questa favola ne hanno ricordo gli abitanti di Calestano, nella Val Baganza.
Il figlio del re si era innamorato di una ragazza povera e al palazzo tutti erano in protesta: “Perché còlla lì ch’la n’gh’à gnanca j òcc da pjànzer!“. Il giovane era promesso sposo alla figlia del re Quivicino, ma non ne voleva sapere di rinunciare al suo amore; il re lo minacciava: “Se ti sposi con quella, io ti nego. Valabèn!“.
Il giovane non si arrende e sceglie la ragazza povera, il padre – alla fine – decide di perdonarlo e annuncia le nozze. La figlia del re Quicivino non tollera lo sgarbo e la notte stessa si reca da una strega: “Devo essere io la sposa del principe, fa quello che vuoi, ma impedisci il matrimonio“. La strega – ‘na veccia, zdintèda, spetnèda, incriclènta, catìva – accetta e il giorno seguente, vestita da parrucchiera, suona alla porta della promessa sposa con la scusa di doverla pettinare, la ragazza la fa entrare e la strega, di nascosto, le infila uno spino sul capo trasformandola in una tortora bianca che prende il volo.
La madre la cerca ovunque: “Indo’ sit? Indòvva?“. Le guardie del re rovistano dappertutto, anche il principe la cerca, ma della ragazza nessuna traccia. Il giovane la cerca per trecentotre giorni in lungo e in largo, poi ritorna invecchiato e con la voglia di far niente.
Il re, allora, lo invita a sposare la figlia del re Quivicino e il giovane sconsolato accetta. Le nozze sii preparano in fretta, dalla paura che potesse cambiare parere. Qualche ora prima del lieto evento, mentre il cuoco cucina, arriva una colomba bianca: “Cuoco bel cuoco per chi fai cucina?” e lui risponde “Per il re e la regina“, “La regina sono io addio fuoco mio” risponde la tortora e il cuoco casca in un sonno profondo. Cibi e pentole vanno a fuoco e in mancanza di mangiare lo sposalizio viene rinviato.
Sette giorni dopo, quando il cuoco è ancora in cucina ritorna la tortora: ancora il cuoco si addormenta, ma i cibi invece che bruciare rimangono crudi. Il pranzo non c’è e si rinvia di un’altra settimana. Il principe vuole capire cosa sta succedendo e la domenica delle nozze decide di vestirsi da cuoco.
“Cuoco bel cuoco per chi fai cucina?” e il principe risponde “Per il re e la regina“, “La regina sono io…“. Il principe agguanta la tortora: “Come sei bella, ma hai uno spino sul capo. Ti farà male, aspetta lo tolgo“. Quando toglie lo spino la tortora ritorna ragazza.
Questa volta volta il pranzo è servito e le nozze concluse.
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