Compiano, capoluogo della Repubblica partigiana della Val Taro

Compiano, capoluogo della Repubblica partigiana della Val Taro La Repubblica Partigiana della Val Taro è attiva…

Compiano, capoluogo della Repubblica partigiana della Val Taro

La Repubblica Partigiana della Val Taro è attiva tra il giugno e il luglio del 1944: capoluogo e sede del comando “Divisione Nuova Italia” è il paese di Compiano, dal quale vengono coordinate le brigate partigiane che operano nella valle e nel territorio del Taro.

I fascisti lasciarono Borgotaro la notte del 14 giugno, mentre il 15 mattina con un atto simbolico i partigiani sfilarono per le vie del paese: vennero liberati 2500 chilometri quadrati occupati precedentemente dalle truppe tedesche e i partigiani presero il comando di una zona importante per i collegamenti da e per il fronte. La zona liberata comprendeva dieci comuni, per una popolazione complessiva di 43000 abitanti.


I comandanti delle quindici brigate decidono di liberare il territorio della Val Taro e di creare uno stato democratico come base per i rifornimenti alleati. La scelta di Compiano, come capoluogo, deriva dal fatto che la località è sia centrale, ma allo stesso tempo riparata dagli attacchi: anche i confini del paese erano strategici, il Passo del Bocco, il Passo dei Centocroci, il Molinatico e la Val Manubiola. La  casa di riposo del paese venne trasformata in ospedale per i partigiani feriti e il Municipio divenne sede del comando. Nel territorio venne anche pubblicato un giornale “La Nuova Italia” che recava come sottotitolo “giornale del territorio libero del Taro”.

Il 30 giugno venne combattuta la battaglia più importante, quella della Val Manubiola: 150 uomini e 12 automezzi di tedeschi provenienti da Berceto giunse alla periferia di Borgotaro e qui si scontrò con i partigiani. I tedeschi scelsero la ritirata, ma portarono con sé alcuni civili come ostaggi. I partigiani reagirono concentrando i loro raggruppamenti nei pressi del ponte sul Manubiola – che avevano precedentemente fatto saltare – per impedire ai tedeschi di proseguire. Dopo un combattimento di due ore, il nemico tedesco venne costretto alla resa: sul campo rimanevano 14 morti, 10 feriti e 80 prigionieri tedeschi.

Dopo la breve esperienza, il 7 luglio l’iniziativa militare tornò nelle mani dei tedeschi fino al 15 luglio. Le colonne tedesche attaccarono provenendo da Parma, da Varano Melegari, dal Passo del Bocco, dal Centocroci, dal Bratello, da Berceto. Il 15 luglio Borgotaro si arrese, ma molti civili furono uccisi nei giorni seguenti.