Albareto, Lupi: cane ucciso a Montegroppo – Una considerazione
Lupi: un altro caso a Montegroppo di Albareto nella scorsa notte
Nella notte di ieri in località Montegroppo, comune di Albareto, un probabile lupo ha ucciso un cane nei pressi di alcune case abitare dopo il bivio per Squarci.
Sul posto sono intervenute le forze della polizia municipale di Albareto le quali non hanno potuto che confermare la morte dell’animale per predazione. Una situazione sulle nostre montagna che continua ad essere piuttosto pesante e che, nonostante le critiche pervenute da più parti negli ultimi giorni, crediamo di dover raccontare come da richieste di diversi lettori che continuano a comunicare le loro esperienze sul territorio.
A tal riguardo riportiamo in allegato l’interessante considerazione dei colleghi di Videotaro (che da questo link potere direttamente rileggere insieme al loro articolo) riguardo alle polemiche degli ultimi giorni a loro come a noi pervenute riguardo il fare informazione in modo corretto e professionale trattando di queste tematiche. Un punto di vista che la nostra redazione si sente di sottoscrivere a pieno:
“In questi giorni siamo stati accusati di fare una cattiva informazione, o di informare del nulla. Di essere ripetitivi, di parte, di cercare l’audience facile con un problema che, di fatto, solo noi avvertiamo. E che chiamarlo problema non è corretto, poiché alimentiamo paura e odio. Il problema in questione, che noi continuiamo a definirlo tale, perché per noi e per qualche altro migliaio di persone, lo è, sono le predazioni che, quotidianamente, ci vediamo costretti, su segnalazione dei nostri ascoltatori, di cittadini delle Valli del Taro e del Ceno, a riportare. Animali selvatici o domestici predati dai lupi o da ibridi. E, se parliamo di daini, cervi, caprioli predati, lo facciamo poiché i fatti avvengono a pochi metri dalle case, sempre più vicino ai centri abitati. E se parliamo di animali domestici dilaniati, lo facciamo perché riteniamo che non sia normale che un nostro animale da affezione venga ucciso così. E, se lo facciamo, è perché speriamo che, chi di dovere, intervenga per riportare le cose alla normalità. C’è chi dice che i lupi si sono sempre avvicinati alla case, ma i nostri vecchi ricordano che 20, 30, 40 anni fa, gli animali erano liberi nei prati, nei recinti bassi, nei giardini e mai uno era stato predato. Ma forse ricordano male.“
Foto di copertina di Michele Mendi
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