Ponte Colorno-Casalmaggiore: situazione grave che non si sblocca

Nel pomeriggio di ieri un incontro in Provincia, oggi un altro a Casalmaggiore; dai sopralluoghi si evidenzia una grave situazione: 93 travi su 156 danneggiate

Nel pomeriggio di ieri un incontro in Provincia, oggi un altro a Casalmaggiore; dai sopralluoghi si evidenzia una grave situazione: 93 travi su 156 danneggiate

COLORNO | La situazione del Ponte di Casalmaggiore resta grave: è questo quanto emerge dall’incontro di ieri tra i due Presidenti delle Province, le Prefetture e i Sindaci dei comuni rivieraschi. Tra gli amministratori locali, oltre a Filippo FritelliDavide Viola, erano presenti i sindaci di CasalmaggioreSan Daniele PoPiadenaTorrileColornoSorbolo e Mezzani. Il Ponte è stato chiuso nei giorni scorsi per la presenza di lesioni a carico degli elementi strutturali; l’incontro è servito per fornire aggiornamenti tecnici e definire le azioni politiche comuni.

Non abbiamo nessuna possibilità di intervenire economicamente con le risorse del bilancio provinciale. Già siamo impegnati a sostenere le fasi di indagine e primo intervento. E lo stesso vale per la Provincia di Cremona, che non ha adottato il Bilancio“, ha dichiarato il presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli. I risultati dell’incontro di ieri verranno portati domani all’attenzione della Regione Lombardia ed Emilia Romagna nell’incontro che si terrà a Casalmaggiore


La scheda tecnica del Ponte

Il Ponte di Casalmaggiore è stato realizzato sul finire degli anni ’50 del secolo scorso, ed è di competenza delle  Province di Cremona e di Parma. È costituito da un ponte principale composto da 35 campate per uno sviluppo di 1.205 metri, due ponti secondari lato Colorno, ciascuno di 2 campate da 25 metri. L’impalcato è costituito quasi completamente da travi prefabbricate in cemento armato precompresso. Le spalle e le pile sono stare realizzate con fondazioni su pali.

Si sono conclusi ieri i sopralluoghi e la prima fase di indagini a tappeto sul manufatto. Si è così potuto definire un piano per successivi controlli più approfonditi, che consentano di verificare l’effettivo degrado delle strutture, in particolare lo stato corrosivo dei cavi d’acciaio di armatura. Sono 93 su 156 le travi che hanno problemi e ora necessitano di ulteriori approfondimenti con indagini invasive. Tali verifiche richiederanno circa un mese di tempo, poi sarà possibile definire interventi necessari e relativi costi.

I Sindaci: “Grossi disagi nei nostri territori”

Ad essere colpito è sopratutto il tessuto economico dell’area centro-padana, con preoccupanti ricadute anche in termini occupazionali, per l’insostenibile appesantimento dei tempi e dei costi di trasporto delle merci, e di approvvigionamento delle materie prime. Ma ciò che viene messo in luce dai Sindaci dei Comuni toccati dalla chiusura del Ponte è il sovraccarico della rete stradale minore, compresi i pochi ponti, non adeguati a sostenere tali sovraccarichi: una situazione che determina veri e propri punti di paralisi nella viabilità locale dei Comuni della zona. 

Le  difficoltà sono destinate ad aggravarsi ulteriormente con l’apertura delle scuole. Forzature dei blocchi, dei sensi unici alternati, mancato rispetto dei semafori che si verificano ormai costantemente e sono la dimostrazione evidente che la situazione è diventata insostenibile sia per i flussi di traffico sia per i residenti, con uno stress generalizzato e conseguenze anche sull’inquinamento ambientale.

Cesari: “Farò controllare il Ponte sull’Enza” 

Ora che il traffico è deviato su via Mantova in direzione Sorbolo, anche il sindaco Nicola Cesari è preoccupato per le continue sollecitazioni dovute al transito del Ponte sull’Enza, non abituato ad un traffico di così notevole entità. “Lo farò controllare“, ha affermato. Insieme agli altri Amministraztori si è poi chiesto un coordinamento di Polizie locali, Carabinieri e Polizia Stradale, Polizie Provinciali e addetti alla Viabilità per il controllo e la regolazione del traffico.

Per sostenere il pendolarismo, inoltre, occorre che le due Regioni immediatamente si attivino per aumentare frequenza e capienza dei servizi ferroviari nell’area. Le due Province si impegnano a verificare al più presto la possibilità che pedoni, ciclisti e motociclisti possano attraversare il Ponte, e a ricercare con le rispettive Aziende di trasporto pubblico locale ogni possibile soluzione alternativa.

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