Il talento di Monica Manganelli – INTERVISTA

Un esempio di talento puro: scenografa, Vfx art-director e film-maker di Filomena Speraddio Monica Manganelli è…

Un esempio di talento puro: scenografa, Vfx art-director e film-maker

di Filomena Speraddio

Il talento di Monica Manganelli - INTERVISTAMonica Manganelli è un esempio di talento puro. È una scenografa, Vfx art-director e film-maker, che dopo aver lavorato per anni nel teatro lirico, ha deciso di guardarsi intorno approdando sul set di Cloud Atlas, collaborando così alla realizzazione di alcune scenografie per i fratelli Wachowski. Il cortometraggio d’animazione che ha scritto, diretto e di cui ha curato la scenografia The Ballad of the Homeless ha ricevuto numerosi riconoscimenti, e vincendo il Los Angeles Short Film Festival, ha concorso alla eleggibilità per gli Academy Awards. Creatività, umiltà e tenacia: queste le caratteristiche che emergono con grande forza dall’intervista che segue.


Monica, da Noceto a Hollywood: ci racconti come si è formata a Parma e gli anni di gavetta

Ho iniziato all’Istituto d’arte la mia carriera artistica, mi sono diplomata in Architettura, quindi ho sempre avuto la passione della progettazione. L’architetto non lo volevo fare, volevo fare qualcosa di più creativo e quindi, dopo il diploma, ho deciso di sviluppare la parte culturale e iscrivermi alla facoltà di Beni culturali per poi specializzarmi, con due o tre corsi post Laurea, in Scenografia e Computer grafica. Ho iniziato da subito a fare l’assistente di uno scenografo nella lirica in cui sono rimasta per circa 10 anni: ma era veramente dura, avrei dovuto fare l’assistente a vita. Ero stanca di questa mentalità e ho iniziato a lavorare all’estero: mi sono spostata nel cinema, nella pubblicità, è arrivata l’occasione di Cloud Atlas e da lì ho collaborato con studi all’estero.

La sua collaborazione al colossal hollywoodiano “Cloud Atlas” ha in qualche modo segnato la svolta: come ci si sente a lavorare di fianco a nomi tanto importanti e com’è riuscita a farsi notare all’estero?

All’estero sono rapidi e meritocratici, se ti meriti una cosa e vedono che hai talento ti danno la possibilità. Me la sono giocata contattando uno dei produttori tramite Facebook, perché avevo letto il libro, e secondo me la parte scenografica era una sfida meravigliosa: sei mondi diversi ambientati in sei epoche diverse, insomma il massimo. Poi sapendo che era girato a Berlino, città che io amo, ho detto: “Devo buttarmi”.  Quindi ho inviato il mio book, gli è piaciuto, però mi hanno detto: “Ti faremo sapere”. Stavo lavorando a Milano per degli spot, era un giovedì, mi chiamano e mi dicono: “Lunedì Wachowski ti vuole sul set, gli è piaciuto il tuo lavoro” e sono partita. È stato bellissimo perché io ero l’ultima arrivata, per me era l’occasione per capire se all’estero la mia professionalità valeva o no. È andata benissimo, mi hanno dato in mano la sceneggiatura e detto: “Crea”. C’era rispetto anche per l’ultimo arrivato e conoscendo le tue potenzialità ti permettevano di fare il tuo lavoro in maniera perfetta.

“La Ballata dei Senzatetto” è un cortometraggio d’animazione che mostra il legame con le sue origini emiliane: com’è nata l’idea?

Dopo il film mi sono innamorata di Berlino ed è diventata la mia città di adozione, dove ho aperto lo studio. Sentivo l’esigenza da tanto tempo di fare qualcosa di mio a livello filmico: dopo 12/13 anni ho sentito a livello personale l’esigenza di fare questi racconti, raccontare l’Emilia e le caratteristiche degli emiliani, la loro tenacia e mi è venuta questa idea. C’era un bando, e da un sacco di tempo anche con dei miei colleghi di Milano, dicevamo: “Vogliamo fare qualcosa di nostro”. È andata bene, l’Emilia Romagna Film Commission ci ha supportato fin da subito e così il progetto è partito.

Il talento di Monica Manganelli - INTERVISTAÈ nata proprio a poca distanza dalle terre verdiane, ci racconti dell’innovativo progetto dell’AIDA con l’Associazione Opera Morlacchi di Perugia. Come mai un progetto così importante non ha raggiunto Parma?

Come mai non ci sia stato a Parma bisognerebbe chiederlo a qualcun altro. L’unica cosa che posso dire è che quando manca il confronto tutto diventa più difficile. Venni messa in contatto con il direttore dell’Associazione opera Morlacchi di Perugia, che è il Maestro Daniele Tirilli, e poi con l’Assessorato alla Cultura di Perugia, che appoggia e promuove questo progetto. C’è stato un incontro, gli intenti erano comuni, cioè di iniziare a lavorare ad un tipo di Lirica che avvicinasse i giovani e che facesse parte di un progetto più ampio; infatti, in maniera collaterale ci sarà un Workshop, sia di scenografia, che di canto, che di direzione d’orchestra, dei mestieri legati all’opera lirica.

Nonostante la mancata considerazione, lei continua a dedicarsi a storie legate alla sua terra, basti pensare al progetto sulle Sorelle Fontana nate a Traversetolo. Ci dica qualcosa in merito

È una cosa a cui tengo tantissimo. Innanzitutto loro sono donne incredibili che negli anni 30 hanno creato il Made in Italy. È una storia incredibile che nessuno qui in Italia prende in considerazione. È incredibile il patrimonio che esiste: sono andata alla fondazione Fontana e mi hanno raccontato degli aneddoti meravigliosi. Micol Fontana a 90 anni è andata a New York, le hanno conferito la laurea honoris causa, ha tenuto un discorso sui giovani con una grande standing ovation. Mi piacerebbe trasmettere ai giovani sia il messaggio positivo, oltre che raccontare il nostro patrimonio artistico. Poi mi piacerebbe far vedere l’artigianato dell’alta moda che da noi manca. Con questo film si potrebbero trasmettere diversi messaggi, quindi, speriamo!

Lo scorso novembre ha ricevuto il premio San Martino a Noceto: senz’altro un attestato di stima da parte della comunità in cui è cresciuta. Nutre qualche “speranza” lavorativa a Parma? E quali sono i suoi progetti futuri?

A Parma no, con Noceto invece vorrei sviluppare un progetto legato all’immigrazione. Vorrei, come con “La Ballata dei Senzatetto”, proseguire su un tema sociale raccontato in maniera poetica, onirica e positiva. Vorrei girare il mio secondo corto nella campagna di Noceto, coinvolgere quindi proprio Noceto come Paese e la sua cittadinanza. Vorrei che il percorso fosse lo stesso de “La Ballata”. A proposito di riconoscimenti e progetti futuri, ci hanno chiamato al Crocus City Hall di Mosca per un evento di un’importante cantante lirica e mi occuperò delle scenografie di tutto l’evento.

Il talento di Monica Manganelli - INTERVISTA“Cosa faresti se non avessi paura?” mi è sembrato essere il Leitmotiv non solo de “La Ballata dei Senzatetto” ma anche della sua carriera e storia personale

È vero, nella mia carriera ho sempre ricevuto tanti no. Vengo dal basso e non devo dire grazie a nessuno. A parte i miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, naturalmente. È presente anche in questo la volontà di mostrare la mentalità – che non so se emiliana o più ampia – di essere sempre tenaci, rappresentata anche ne “La Ballata”. La passione, anche davanti a un “no”, ti conferisce la forza per non demordere e arrivare al tuo obiettivo.

È questo il suo incoraggiamento per i giovani della provincia di Parma?

Assolutamente sì.

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