Case popolari: arriva la raccolta firme per modificare i criteri d’accesso

Elisa Guareschi e Gaetana Russo (FdI) impegnate nella raccolta firme per cambiare la legge regionale che…

Elisa Guareschi e Gaetana Russo (FdI) impegnate nella raccolta firme per cambiare la legge regionale che disciplina le modalità d’accesso alle case popolari

PARMA | Fratelli d’Italia darà inizio alla campagna di raccolta firme per modificare la legge che regola l’accesso alle case popolari, la Legge Regionale 24/01. Lo scopo è ottenere l’innalzamento del tetto, da 3 a 7 anni, per l’ammissione di extracomunitari regolari residenti sul territorio e introduzione del certificato di mancanza di immobili rilasciato dal Consolato.

Fratelli d’Italia Parma parte con la raccolta di firme, che vedrà la maggior parte delle piazze emiliane ospitare banchetti informativi, per ottenere la modifica dell’art. 5 della Legge Regionale. 24/01 che disciplina i requisiti di accesso agli alloggi popolari in Emilia-Romagna. “Il programma di Fratelli d’Italia prevede l’accesso prima agli italiani nei servizi e alloggi popolari, per valorizzare chi ha contribuito con le proprie tasse a creare quei servizi“, commenta Elisa Guareschi, candidata alla Camera dei Deputati con Fratelli d’Italia.

Secondo FdI le graduatorie di accesso ai servizi vanno modificate dando priorità a chi ha contribuito maggiormente a creare i servizi stessi. “La petizione – prosegue la candidata alle elezioni del 4 marzo –avrà come oggetto l’innalzamento del tetto, da 3 a 7 anni, per l’ammissione di extracomunitari regolari residenti sul territorio e l’introduzione nella normativa regionale della certificazione da parte del Consolato del mancato possesso di immobili, nei paesi d’origine“. 


Adesso lo Stato, secondo la lettura di Fratelli d’Italia, paragona i cittadini italiani agli extracomunitari residenti da almeno 3 anni, la situazione è inaccettabile per Guareschi, perché in questo modo a parità di reddito e vista la composizione del nucleo familiare, le graduatorie vedono spesso favorire gli stranieri, che hanno il solo obbligo di autocertificazione mentre gli Italiani rispondono al catasto. “Ma un Comune – suggerisce Gaetana Russo, avvocato e referente per il Comune di Salsomaggiore Terme di Fratelli d’Italia – può arginare i limiti della legge, prevedendo criteri di premialità per chi risieda da più di 3 anni e introducendo una verifica certificata del possesso di immobili nei paesi d’origine“.  Oltre alla raccolta firme, infatti, FdI provvederà ad inserire nei bandi comunali punti in più per i residenti oltre i 3 anni e la certificazione autenticata per gli immobili.

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