Lucchi ai microfoni di Report: “Le quote di Autocisa sono nostre e non le vendiamo”

Il servizio di Report sulle Autostrade italiane è andato in onda ieri sera; il Sindaco…

Il servizio di Report sulle Autostrade italiane è andato in onda ieri sera; il Sindaco di Berceto è stato intervistato come baluardo che si oppone allo strapotere del gruppo Gavio

BERCETO | Le telecamere di Rai 3 hanno fatto tappa a Berceto per intervistare il sindaco Luigi Lucchi, simbolo della resistenza contro lo strapotere del gruppo Gavio, che da solo detiene praticamente il monopolio della rete autostradale del Nord Italia.

Il gruppo è il quarto al mondo per la gestione de tratti stradali a pagamento. Tutta la rete autostradale del Nord-Ovest appartiene all’azienda con sede a Tortona e genere ricavi per circa 1 miliardo di euro all’anno. Ad opporsi allo strapotere del gruppo, secondo quanto dichiarato da Report, ci sarebbero solo tre fattori: un ponte sulle campagne delle Langhe, il Sindaco ribelle di Berceto e i pipistrelli. Per quanto riguarda il primo, si tratta di un ponte non concluso per il quale sarebbe scaduta la concessione, motivo per il quale il tratto Asti-Cuneo ad un certo punto si interrompe. Automobilisti e autotrasportatori sono così costretti ad uscire dall’autostrada percorrendo la strada normale: un danno economico che per diverse aziende si quantifica in svariati milioni di euro.

La concessione, dopo anni di immobilismo del gruppo negli anni ’90, è stata dichiarata illegittima. Così lo Stato ha concesso 12 anni di proroga per evitare problemi con i contenziosi e un rimborso di 100 miliardi di lire. Il costo dell’Asti-Cuneo è così lievitato, andando a costare circa il doppio del previsto. Attualmente il tratto è ancora incompleto e il gruppo Gavio attende la concessione di un’ulteriore proroga chiesta dal ministro Delrio all’Europa, che attualmente sta valutando. In attesa che l’Autostrada venga completata i pipistrelli durante le migrazioni hanno fatto ulteriori danni, facendo lievitare i costi ulteriormente.


Luigi Lucchi: il Sindaco d’Appennino simbolo della resistenza al potere dei Gavio

Le telecamere del programma di Rai 3 hanno fatto tappa a Berceto intervistando colui che da diverso tempo si sta ribellando ai poteri forti. Luigi Lucchi, sindaco del Comune d’Appennino, da anni lotta contro il neoliberismo e i numerosi soprusi che lo Stato starebbe attuando nei confronti dei bercetesi (e non solo). Report lo ha intervistato partendo proprio dalla cripta in cui giace morente Paperon de’ Paperoni: “simbolo del capitalismo romantico che è sopraffatto dal neoliberismo, si è lasciato morire e ha voluto essere sepolto qui a Berceto nell’unico Comune al mondo gemellato con i Lakota Sioux, che lui aveva depredato e aveva contribuito a distruggere“, afferma Lucchi ai microfoni di Report.

Lucchi inoltre sta sostenendo una battaglia insieme al proprio paese proprio contro il gruppo Gavio. “Sono l’unico azionista pubblico di Minoranza di Autocisa – spiega il Sindaco – e quindi l’Autostrada è mia, in quanto Amministratore, e della famiglia Gavio. Deteniamo una quota irrisoria, non so quanti zeri ci vogliano dopo la virgola, ma abbiamo investito 12.000 euro in azioni ottenendo un buon dividendo di oltre 2.000€ annui. Mi dicono che superiore a questa rendita ci sia solo lo spaccio della cocaina“. Tuttavia Report informa che Corte dei Conti e Governo stanno insistentemente chiedendo al Sindaco d’Appennino di vendere le quote. Questo perché le Autostrada non rientrano nel business di un ente così piccolo.

Io sostengo che 33 km di autostrada nel mio territorio comunale mi conferiscono il titolo per avere un minimo di controllo su questo tratto“, afferma deciso il primo cittadino. Ma nonostante il controllo esercitato dall’Amministrazione pubblica molte aziende che dovevano assicurare la manutenzione del percorso stradale si sarebbero dileguate. “Da anni fanno lo sgombro neve, prima invece (quando la società di gestione era pubblica) cercavano anche di arricchire il territorio circostante, come credo sia giusto. Oggi tutto questo non esiste più“, commenta amaramente Lucchi di fronte alle telecamere.

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