130 mila abbandoni all’anno: un fenomeno estivo vergognoso | EDITORIALE
Quando arriva l’estate certe persone staccano il cervello. È giusto infatti mettersi in stand by…
Quando arriva l’estate certe persone staccano il cervello. È giusto infatti mettersi in stand by e dedicarsi il (molto spesso) meritato riposo, ed è giusto ricavarsi momenti di tranquillità anche isolati dal rumore cui si è sottoposti in ogni momento dell’anno. Come ogni cosa però, anche l’estate ha il suo lato negativo e si porta dietro di sé un fenomeno triste e su cui ancora c’è bisogno di lavorare. Si tratta dell’abbandono di animali. Questo certo non è un problema soltanto estivo, ma è in questa stagione che avvengono la maggior parte degli abbandoni, soprattutto in corrispondenza con la partenza delle vacanze. Si tratta di un gesto egoista e cattivo, una piaga profonda che ancora deve essere risolta.
Secondo l’Eurispes il 33% degli italiani (dato aggiornato al 2017) ha almeno un animale domestico, ma come riferiscono le statistiche della Lav, la Lega anti-vivisezione, ogni anno vengono abbandonati in Italia 130 mila animali. Le nostre case sono quindi piene di animali domestici, ma nel nostro paese il fenomeno dell’abbandono è ancora alto: in media ogni anno finiscono per strada 80 mila cani e 50 mila gatti, un numero alto che trova i suoi picchi proprio nelle settimane cruciali all’inizio della stagione estiva.
Quando arriva l’estate certe persone staccano il cervello, è vero. E se dovessimo trovare un motivo per cui le famiglie arrivano a lasciare i cani in autostrada o i gatti dispersi lontano dall’abitazione, questo sarebbe riconducibile alla non possibilità di portarsi in vacanza gli animali domestici. Ma quanto egoismo serve per voltare le spalle a un animale, lasciato solo e indifeso sul ciglio della strada? Quanto si deve essere ammaliati dalla propria immagine che fa buio su tutto quello che c’è intorno? Non esiste motivo, giustificazione o spiegazione razionale per comprendere che cosa scatta nella mente di chi compie questo gesto.
Certo, si può ricondurre l’abbandono dei cani alla partenza per le vacanza e all'”ingombranza” che gli animali domestici potrebbero causare durante i soggiorni estivi. L’Osservatorio di Sara Assicurazioni però, sostiene il 57% degli italiani è convinto che il proprio animale domestico dovrebbe partire insieme ai padroni in viaggio, mentre soltanto l’11% sarebbe d’accordo a lasciare cane o gatto nelle strutture, e infine il 14% lascerebbe l’animale a parenti o amici. I dati, anche se forse non corrispondono ai numeri degli abbandoni, dimostrano almeno che esistono diverse soluzioni: vacanze in location pet friendly, strutture per cani o gatti, parenti.
Se è vero che quando arriva l’estate certe persone staccano il cervello, è anche vero che alcuni rivelano di utilizzare il periodo estivo anche per esercitare quella minima parte di potere su un essere vivente che non può rispondere o dialogare. E anzi, il gesto dell’abbandono è la conferma di un comportamento vergognoso, che non testimonia affatto l’amore verso gli animali a cui magari qualcuno avrebbe potuto credere quanto il tale di turno ha deciso di prendere in casa il cucciolo, ma anzi rivela la totale mancanza di dignità di essere vivente. Comprare un cucciolo, giocarci e abbellirlo, e liberarsene quando non serve più. Un egocentrismo spaventoso.
E per arrivare a compiere un gesto del genere, quando si deve essere frustati e piccoli. Mettendo in pericolo l’animale, aumentando il fenomeno del randagismo e andando a infrangere anche la legge, dato che dal 2004 è un reato “maltrattare gli animali”. Il dato che però delude forse ancora più degli autori della piaga estiva, è quello che riguarda l’effettiva applicabilità della legge. Se in media vengono abbandonati 130 mila animali ogni anno, osservando i dati del 2018, si scopre che i procedimenti aperti per il reato di abbandoni di animali sono soltanto poco più di 1.200. È il simbolo di un sistema che deve essere migliorato e perfezionato, e la risposta dello Stato è soltanto una risposta inefficace. Una risposta che cani e gatti non si meritano.

