Agricoltura, Fattorie aperte fenomeno in crescita costante
Da diversi anni ormai Fattorie Aperte permette a bambini e genitori di conoscere tutti i…
Da diversi anni ormai Fattorie Aperte permette a bambini e genitori di conoscere tutti i segreti del mondo agricolo
@LucaConti
Fattorie aperte è una manifestazione che permette alle famiglie ed ai curiosi di entrare, vedere e conoscere il mondo agricolo attraverso il contatto diretto con animali, campi coltivati e prodotti .
Il suo successo è ascrivibile soprattutto all’introduzione del contatto diretto tra consumatore e produttore, in grado di mostrare realmente tutto quello che sta dietro ai prodotti della nostra tavola. Purtroppo, abituati ad acquistare dalla grande distribuzione tutto ciò che ci serve, senza badare alla provenienza ed al sistema produttivo che caratterizza ciò che mangiamo, con il passare degli anni abbiamo perso contatto con le persone che grazie al loro lavoro ci permettono di trovare gli scaffali pieni.
Nella nostra provincia le date scelte sono tre: 22 e 29 maggio e 5 giugno. Le aziende che hanno scelto di aprire le porte sono tantissime e ben distribuite tra appennino e bassa parmense. Il programma è visibile sul sito della Regione Emilia Romagna ed è suddiviso per giornate e per area geografica, permettendo di spaziare tra aziende agricole vere e proprie in grado quindi di offrire ai visitatori esperienze legate ai grandi protagonisti della nostra filiera agroalimentare, come il latte per il Parmigiano Reggiano; oppure di visitare musei legati all’arte culinaria o qualcosa di più eclettico come il museo della tradizione contadina Ettore Guatelli di Ozzano taro .
Per chi ogni giorno vive la città, il traffico ed il supermercato, fattorie aperte rappresenta un occasione perfetta per riscoprire tutto ciò che la nostra terra e la nostra cultura contadina possono trasmettere, non solo dal punto di vista dell’osservazione ma anche da quello gastronomico, visto che in tutte le aziende viene data la possibilità di fermarsi a pranzare dopo la visita chiudendo cosi una filiera assolutamente corta: il vero chilometro zero.
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