Uber Pulga, il partigiano nero nelle pagine del libro di Carlini

Alessandro Carlini, giornalista e scrittore, ha presentato a Parma il suo nuovo libro “Il partigiano in camicia nera”: la storia di Uber Pulga tra fascismo e resistenza

Alessandro Carlini, giornalista e scrittore, ha presentato a Parma il suo nuovo libro “Il partigiano in camicia nera“: la storia di Uber Pulga tra fascismo e resistenza

PARMA – Dodici anni di studi, ricerche, viaggi hanno portato lo scrittore e giornalista Alessandro Carlini alla scrittura del libro “Il partigiano in camicia nera“, presentato alla libreria Diari di Bordo sabato 22 aprile. Un romanzo avvincente nato dalla curiosità suscitata dai racconti del nonno, cugino proprio del protagonista. Al nonno, ormai anziano, Carlini aveva promesso che avrebbe fatto luce sulla vita di Uber Pulga, un personaggio che era rimasto misterioso anche per la famiglia. Sconosciuto al punto che il nonno, quando gliene parlava, spesso diceva: “Non possiamo sapere quello che vissuto Uber“. 

Carlini non si è arreso. La sua è stata una ricerca lunga, in archivi spesso sconosciuti e con documenti anche inediti. Pezzo per pezzo ha ricostruito la vita di Pulga, così come aveva promesso al nonno. E intorno a quel personaggio misterioso ed affascinante ha costruito un romanzo accattivante e scorrevole, edito da ChiareLettere. Nelle pagine del suo libro si respira a pieno l’aria degli anni finali della guerra. Sembra di conoscere i personaggi, di entrare nelle loro menti e di vedere i luoghi in cui vivono. 


Un personaggio dai mille volti

Sul Comune di Felonica, a Mantova, una lapide ricorda Pulga come partigiano. Ma i libri fascisti lo citano come caduto della Repubblica Sociale Italiana. Negli archivi della Provincia di Parma il suo nome è tra i disertori fucilati dalla RSI. A Reggio Emilia lo conoscono come spia fascista, responsabile della morte di due partigiani. “Ai partigiani si presenta in camicia nera – spiega l’autore – con il rischio della fucilazione. Li convince che deve usare la divisa per infiltrarsi dai fascisti. Ciò che colpisce del personaggio sono i valori che si porta appresso: la patria e la libertà“.

Uno dei punti più alti del libro è l’incontro a Collecchio con Mussolini. Uber si trova di fronte ad un Duce stanco, dalla voce fiebile: ben lontano da quell’immagine popolare che si era abituati a vedere. Tra i partigiani si finge un soldato altoatesino, parla con accento tedesco. Ma nelle pagine centrali si racconta anche delle contraddizioni del suo animo, della paura di essere scoperto, della ormai non più convinzione delle idee a cui era stato educato. Processato davanti al Tribunale Repubblichino Pulga dirà: “Non rinnego nessuna delle mie azioni“. La sfida finale è quella della “Buona Morte“: leale, dopo aver fatto i conti con la propria coscienza. Una contrapposizione forte e ricercata rispetto al popolo mussoliniano che, invece, cercava la “Bella Morte“.  

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