Il gip Alessandro Conti: “Censi persona senza scrupoli e privo del senso di legalità“; spuntano anche le mazzette di un imprenditore avicolo

POLESINE-ZIBELLO | “Un uomo senza scrupoli che ha creato un sitema di malaffare nella gestione della cosa pubblica, totalmente asservito agli interessi privatistici suoi e delle persone che lui stesso intende favorire ponendo in essere un numero estremamente elevato di reati che, per la loro gravità e varietà, dimostra una totale assenza di scrupoli e di senso della legalità”. Così scrive il gip Alessandro Conti di Andrea Censi, sindaco di Polesine-Zibello, in merito all’indagine che ha condotto al suo arresto.

Per altri tre funzionari pubblici è stata disposta l’interdizione ai pubblici uffici per un anno: il segretario generale del Comune, Giovanni De Feo, il vice segretario, Giancarlo Alviani Sorenti Merendi e la responsabile del Settore ragioneria, Elisabetta Civetta. Per Censi, invece, sono scattati i domiciliari con le accuse di corruzione, truffa, falso e peculato. L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Parma, ha fatto emergere un sistema di gestione della cosa pubblica totalmente asservito ad interessi privati, soprattutto del primo cittadino. Secondo l’accusa, infatti, Censi avrebbe utilizzato più volte i mezzi del Comune, anche il Taxi sociale, solamente per fini personali: ad esempio, per andare a comprare la cocaina.

Ciò che emerge, dunque, oltre all’utilizzo regolare della cosa pubblica come se fosse privata, è anche un sistema di corruzione e truffa opportunamente ideato per saldare debiti personali. La prassi era quella di gonfiare gli scontrini per ottenere un “abbondante” risarcimento delle spese, ma la Procura ha parlato anche di “triangolazioni di denaro“. Un meccanismo finalizzato a saldare debiti di Censi nei confronti di alcuni creditori o per effettuare fatture ad aziende che ottenevano appalti senza passare da bandi pubblici. Il lavoro, secondo le accuse della Procura, veniva affidato “su indicazione orale del Sindaco. Senza alcun contratto o atto del Comune“.

Le mazzette dell’imprenditore e la “generosità” del Sindaco

Dall’indagine, spuntano anche delle mazzette versate tra il 2015 e il 2016 al Sindaco dall’imprenditore avicolo Gianpietro Usberti, finito nel registro degli indagati per corruzione. Una somma pari a 17.000 euro sarebbe stata consegnata da Usberti all’amico Andrea Censi per l’ampliamento del capannone di Pieveottoville. Manovra che serviva a triplicare il numero di galline dell’imprenditore. Dal Sindaco sarebbero quindi partite una serie di telefonate al Partito Democratico, partito in cui milita Censi, per accellerare i processi di approvazione di Aia (autorizzazione integrata ambientale) e Via (Valutazione d’impatto ambientale). Pressioni telefoniche svolte più volte nei confronti del presidente della Provincia, Filippo Fritelli e del sindaco di Fidenza, Andrea Massari.

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