Asilo di Fontevivo: “Insensato sostituire il servizio comunale”

Il Pd di Fontevivo contesta l’Amministrazione: “Un servizio esterno interrompe la continuità educativa”

Il Pd di Fontevivo contesta l’Amministrazione: “Un servizio esterno interrompe la continuità educativa

Un’esternalizzazione forzata e non necessaria che non produrrà risparmi significativi. Allo stato attuale, penalizzerà bambini e famiglie interrompendo la continuità educativa“. Così i consiglieri comunali Fabio Moroni e Lucia Mirti, insieme alla segretaria del Circolo Pd Alessandra Terenziani, commentano il completamento dell’esternalizzazione dell’asilo nido di Fontevivo approvata dalla Giunta Comunale.

Dal 1979 è attivo a Fontevivo il servizio di nido d’infanzia comunale “Cucciolo”. Al suo interno lavora sia personale educativo dipendente del Comune che dipendenti Pro.Ges. Nel 2008, proprio la Pro.Ges, si è aggiudicata la gara per l’ampliamento e la gestione del servizio aggiuntivo. “L’obiettivo di gestire in modo unitario la struttura è condivisibile – spiegano Mirti e Moroni – ma nono lo sono i tempi e i modi.  L’esternalizzazione avrebbe dovuto decorrere da settembre. Invece, di slittamento in slittamento, partirà il 9 gennaio. Il primo effetto sarà che due delle tre educatrici comunali non saranno più in servizio a Fontevivo“.


“La promessa del servizio gratuito? Solo campagna elettorale”

Anche la segreteria interviene nel merito: “Ad oggi questa operazione, che non ci risulta concertata nemmeno con le famiglie, porterà solo disagi e nessun risparmio. Mentre è evidente il disimpegno del Comune nella conduzione di un servizio pubblico essenziale. Sull’asilo nido ci saremmo aspettati ben altro. Prendiamo atto che la promessa di un servizio totalmente gratuito, sbandierata in campagna elettorale, era solo propaganda e nulla di più“.

Tra le altre cose che fanno notare i piddini di Fontevivo c’è la ripresa di un video all’interno dell’asilo. “L’Amministrazione – spiegano – ha incaricato una società esterna di video riprendere le educatrici durante lo svolgimento della loro attività. Ad una nostra specifica interrogazione l’Amministrazione ha confermato l’incarico. Ma è stata reticente sulle modalità del suo svolgimento. Sono state informate le famiglie dei piccoli utenti, come impone la legge?  Ci aspettiamo – concludono – risposte al più presto. Anche nel rispetto della privacy dei minori che frequentano il servizio. E del patto educativo su cui si basa il rapporto con le famiglie“.

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