Precauzioni e misure di sicurezza per aziende e negozi; il dottor Roccatto:

In vista della “Fase 2“, la cui partenza è prevista il prossimo 4 maggio, è importante capire le modalità con le quali verrà garantita la sicurezza ai lavoratori, ai dipendenti e ai clienti una volta che tutte le attività commerciali e le fabbriche saranno riaperte. Per farlo, abbiamo fatto qualche domanda sull’argomento al responsabile della Medicina del Lavoro dell’Ausl di Parma dottor Luigi Roccatto, il quale ha illustrato quali saranno le misure che dovranno essere messe in atto e che ruolo avrà l’Ausl all’interno di questa fase.

Nella “fase 2” si prospetta la riapertura delle attività commerciali: quali sono le misure di sicurezza che dovranno essere rispettare nei piccoli negozi?

Per quello che riguarda gli esercizi commerciali nell’ultimo DPCM si raccomanda che gli esercizi commerciali per cui l’attività non è sospesa sono tenuti ad assicurare la distanza interpersonale di 1 metro, gli ingressi devono avvenire in modo dilazionato e dev’essere impedito di sostare nei locali più del tempo necessario per l’acquisto. Si segnalano inoltre una serie di misure, riportate nell’allegato 5 dello stesso decreto, dedicate agli esercizi commerciali. Nell’allegato, oltre al ribadire l’impegno per mantenere il distanziamento interpersonale, viene raccomandato: la pulizia e igiene ambientale con frequenza di almeno 2 volte al giorno, l’areazione naturale del cambio d’aria, la presenza di sistemi di lavaggio mani, l’utilizzo di mascherine in tutte le fasi lavorative in cui non è possibile garantire il distanziamento interpersonale, l’uso dei guanti usa e getta per l’acquisto di alimenti e bevande e ingressi scaglionati.

Anche le fabbriche dovranno cambiare il modo di lavorare, introducendo misure di sicurezza e distanziamento sociale: in questo caso quali sono i vostri consigli?

Sempre nello stesso decreto si prevede che le aziende le cui attività non sono sospese, devono rispettare i contenuti del protocollo condiviso tra il Governo e le parti sociali firmato il 14 marzo scorso. In questo protocollo sono previste una serie di precauzioni che deve attuare il datore di lavoro per limitare il contagio da Covid. Innanzitutto si deve garantire l’informazione ai lavoratori e a chiunque entri in azienda su quelle che sono le attività e gli obblighi: rimanere a domicilio se si ha la febbre, rispettare le disposizioni in autorità al datore di lavoro, informare il datore di lavoro se ci sono dei sintomi influenzali.

Il secondo aspetto riguarda le modalità di ingresso in azienda: il personale potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea (non è obbligatorio, è un’eventualità) e il datore di lavoro deve informare che chi ha avuto contatti negli ultimi 15 giorni con persone positive al Covid non può entrare; questa prospettiva è presidiata dai dipartimenti di sanità pubblica. Vi sono, inoltre, le modalità di accesso dei fornitori esterni, per le quali bisogna individuare procedure d’ingresso, di entrata e di uscita. Tutte queste attività sono mirate a ridurre le occasioni di contatto tra il personale e quelli che possono provenire dall’esterno. Gli autisti dei mezzi di trasporto dovrebbero rimanere a bordo dei propri mezzi e non è consentito l’ingresso agli uffici; viene ricordata la distanza di sicurezza, la riduzione dell’accesso ai visitatori e la presenza di servizi igienici adeguati.

Si riafferma, poi, la pulizia giornaliera e sanificazione periodica dei locali, degli ambienti e delle postazioni di lavoro – ricordiamoci che il Covid si trasmette anche per contatto quindi un aspetto fondamentale è la sanificazione dei posti di lavoro – oltre all’importanza di attuare tutte le precauzioni igieniche personali. Un altro punto è quello dei dispositivi di protezione individuale: qualora non sia possibile garantire la distanza superiore ad 1 metro è necessario l’utilizzo di mascherine e di altri dispositivi di protezione conforme alle disposizioni dell’autorità scientifica. Successivamente si ha un passaggio legato alla gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoio, aree fumatori, distributori di bevande), nei quali va limitato il contingentato di ingressi con lo scopo di rimanere sempre al di sopra del metro di distanza.

Si chiariscono alcuni aspetti legati all’utilizzo dello smart-working – qualora ovviamente sia possibile – e una gestione sempre legata ai luoghi comuni riguardo agli orari di ingresso e uscita, i quali devono essere il più possibile scaglionati per evitare la sovrapposizione di persone nei suddetti ambienti. Vengono date indicazioni circa gli spostamenti interni, che devono sempre rispettare la distanza di sicurezza, e si stabilisce il coinvolgimento del medico competente in tutte le attività che riguardano la tutela e la salute dei singoli lavoratori. Infine, viene stabilita la costituzione di un comitato per l’applicazione e la verifica delle regole per il protocollo di regolamentazione: le aziende devono occuparsi di stilare il protocollo, il quale ha lo scopo di bloccare la diffusione del contagio.

Nei negozi e nelle fabbriche che non hanno interrotto la loro attività durante la fase dell’emergenza ci sono state particolari criticità nel garantire la sicurezza di operai, dipendenti e clienti?

Da inizio dell’emergenza abbiamo svolto l’attività di vigilanza, che prosegue in modo contestualizzato all’attuale situazione. Abbiamo intercettato alcune segnalazioni ma finora particolari criticità non sono emerse.

Per finire, voi come Ausl, nella fase 2, metterete a disposizione dei servizi per aiutare piccole e medie imprese nell’adeguarsi alle nuove norme igieniche e di sicurezza personale?

Tra le attività di servizio c’è quello dell’assistenza, sottolineo il concetto di assistenza, che è indirizzato alle associazioni datoriali, alle associazioni sindacali, ai lavoratori e ai loro rappresentanti. In questo contesto è evidente che l’assistenza è finalizzata a dare indicazioni per il rispetto del protocollo. Fermo restando che abbiamo anche un’attività di vigilanza che non possiamo non fare: è chiaro che, soprattutto in questo momento, siamo fortemente indirizzati verso l’assistenza.

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