Bagarre tra Montagna 2000 e il sindaco Lucchi: “Operai trattati come marionette”
Bagarre tra e il sindaco di Berceto dopo la sentenza del Tribunale di Parma, che condanna…
Bagarre tra e il sindaco di Berceto dopo la sentenza del Tribunale di Parma, che condanna l’ente a risarcire il Comune per 600mila euro
BERCETO | I dipendenti di Montagna 2000, condannata in primo grado a risarcire 600mila euro al Comune di Berceto, scrivono una lettera alle Istituzioni: “Preoccupati che vengano messi a rischio 42 posti di lavoro“. Il primo cittadino di Berceto risponde: “Un groppo alla gola, lottiamo insieme contro i pupari che vogliono vendere la nostra acqua ai carrozzoni pubblici“.
Dopo la diffusione della notizia della sentenza di risarcimento, i dipendenti di Montagna 2000 hanno diramato una nota dove esprimono la loro preoccupazione per 42 posti di lavoro che possono essere messi a rischio dalla sentenza del Tribunale di Parma. “Adesso basta – scrivono nella lettera – chiediamo che ci venga restituito quello di cui abbiamo diritto e cioè la dignità per l’innegabile contributo che il nostro lavoro ha dato nel risanamento della Società lasciata sull’orlo di un fallimento da una gestione, a detta di molti, clientelare e priva di professionalità“.
Nella lettera viene specificato che oltre ai 42 posti di lavoro diretti, sono a rischio anche quelli indiretti come i partner e i fornitori di Montagna 2000: “Un prezzo che non vogliamo e non dobbiamo pagare“, scrivono i lavoratori. “Abbiamo lavorato – proseguono – per anni senza dignità, al servizio di un elite che con i soldi di tanti faceva gli interessi di pochi. In tre anni abbiamo restituito dignità al nostro lavoro e un servizio di qualità ai nostri concittadini“. Infine l’affondo al sindaco di Berceto Luigi Lucchi che, da qualche tempo, si batte per l’acqua pubblica e l’abolizione dei carrozzoni: “Non vogliamo essere sacrificati sull’altare di quella che viene venduta come politica, ma che è solo l’interesse personale di qualcuno. Il sindaco di Berceto sta facendo una cosa al di fuori delle regole ed è premiato da stanziamenti pubblici proprio da chi dovrebbe far rispettare le regole“.
La posizione di Montagna 2000: “Una strage per la Comunità”
Anche l’azienda che gestisce l’acqua nelle alte Valli commenta con preoccupazione l’esito della sentenza del Tribunale: “Non esiste nessuna guerra dell’acqua, se non quella che a scopi propagandistici ha avviato il sindaco Lucchi“. In diverse occasioni Montagna 2000 aveva ribadito che l’acqua è un patrimonio indivisibile dello Stato, concessionata alla Regione Emilia Romagna e, tramite Atersir, al gestore finale. “Il ribadire di Lucchi – proseguono i soci di Montagna 2000 – che è l’acqua è pubblica perchè la gestisce lui è, come ama fare, un’alterazione della verità“.
L’azienda quindi specifica che Montagna 2000 è una società ad integrale partecipazione pubblica, legittimata a gestire l’acqua pubblica “a differenza del Comune di Berceto“. Il direttore Emilio Guidotti ha definito la vittoria del sindaco Lucchi come una “strage sociale per l’intera comunità“. “Il sedicente paladino del vivere in montagna – si domanda Guidotti – otterrà l’effetto di causare la perdita di quarantadue posti di lavoro diretti ed un gran numero di indiretti causando il tracollo economico di una valle? Mi pare un grande risultato per un Amministratore!“.
La risposta del sindaco Lucchi: “Un groppo in gola, io al fianco dei lavoratori da sempre”
“Ho il cuore gonfio, un groppo alla gola e potrei piangere nel constatare, leggendo la vostra lettera come vengono trattati, ai giorni nostri, gli operai, i dipendenti. Da anni, purtroppo, ho preso atto, senza rassegnarmi, che il lavoro è denigrato, vilipeso e quanti lavorano sono tornati a rivolgersi ai datori di lavoro con il cappello in mano“, afferma Lucchi. Il primo cittadino bercetese sottolinea che la sua azione non poteva ignorare il danno erariale creato ai suoi concittadini e al suo territorio.
Lucchi ritiene che la lettera dei dipendenti sia “un atto terroristico, fatto fare a persone coercise, non libere” e rivolgendosi ai firmatari afferma: “Scritta sotto dettatura, seppur in una situazione meno drammatica delle vittime delle Brigate Rosse“. Il sindaco di Berceto, quindi, rassicura i dipendenti di Montagna 2000: “Io – prosegue – non lascio solo nessuno e sarò sempre dalla vostra parte per difendere il diritto al lavoro“.
In conclusione il primo cittadino bercetese lancia un appello ai dipendenti dell’azienda: “Difendiamoci dai pupari che coglieranno anche questa sentenza per svendere la nostra buona acqua a un carrozzone privato come del resto desiderano da sempre fare. Vorrebbero usarvi e usarmi. Vi abbraccio uno a uno sentendovi non rivali ma fratelli e perfino compagni anche se il termine è ormai sputtanato. Aiutatemi, per cortesia, a rispettare e far rispettare la Costituzione“.
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