Berceto ricorda Carlo Matteucci, fucilato dai partigiani di Tito
Commemorato in Prefettura a Parma, nel Giorno del Ricordo, il finanziere bercetese Carlo Matteucci ucciso a Trieste nel 1945; la riflessione del Sindaco Lucchi
Commemorato in Prefettura a Parma, nel Giorno del Ricordo, il finanziere bercetese Carlo Matteucci ucciso a Trieste nel 1945; la riflessione del Sindaco Lucchi
Il 3 maggio 1945 il finanziere bercetese Carlo Matteucci viene fucilato a Trieste. A compiere l’omicidio furono i partigiani di Tito, con l’aiuto di alcuni comunisti italiani. Dopo tanti anni, grazie alle ricerche del Maresciallo della Guardia di Finanza Gianni Pasquinelli, quel crimine di guerra è stato ricordato. In occasione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle Foibe, è stata consegnata una medaglia e un diploma alla nipote di Matteucci. A consegnare i riconoscimenti è stato il Prefetto di Parma, per mandato del Presidente della Repubblica.
Presente alla celebrazione anche il Sindaco di Berceto Luigi Lucchi. “Grazie a Pasquinelli – ha commentato Lucchi – siamo riusciti come Amministrazione a soddisfare un giusto desiderio della nipote Sania Matteucci. Lo scorso 25 aprile Sania mi parlava dello zio e del piacere di ricordarlo“. Il ringraziamento di Lucchi va, dunque, alla Guardia di Finanza, nella persona del Maresciallo Pasquinelli. “Come Sindaco – aggiunge – ho avuto il piacere che il sacrificio di questo bercetese non sia stato dimenticato“.
Le pagine di storia mai raccontate
Nel rivivere questo giorno di importanza storica per Berceto, Lucchi analizza le sue conoscenze storiche. Ne nasce un interessante excursus della storia recente. “La storia mi è sempre piaciuta e la studiavo volentieri“, esordisce il Sindaco. Alle superiori, perito agrario a Piacenza, ho avuto la fortuna d’avere avuto un’insegnante severissima e bravissima a spiegare. Nonostante questo mi scopro ignorante. Non è tutta colpa mia. Ci sono pagine di storia tenute celate per motivi politici. Mi sembra una cosa obbrobriosa soprattutto se c’è un sistema democratico“.
Gli esempi sono poi concreti. In una recente trasmissione televisiva di Paolo Mieli, come ricorda Lucchi, sono stati mostrati documenti inediti sulla condizione delle donne tedesche. Queste, infatti, hanno subito violenze ripetute dai soldati russi e da quelli americani. “Milioni di bambini tedeschi – afferma Lucchi – sono frutto di queste violenze. Inoltre milioni di prigionieri tedeschi sono stati tenuti per diversi anni ai lavori forzati nei Paesi dell’Est. Ritenevo che questa ferocia fosse solo dei Nazisti. E invece tutti gli eserciti compiono violenze inaudite alle popolazioni civili“.
“Ho saputo – continua Lucchi – dal Questore di Parma, che parte dell’Italia del Nord, dopo il 1943, era stata annessa alla Germania. Faccio questa premessa per ribadire che alla Repubblica Sociale interi reparti di militari italiani, trovandosi in quelle zone erano costretti a farne parte. Questo non sminuisce, a mio avviso, ma al contrario esalta, quanti hanno scelto di gettare la divisa e unirsi ai Partigiani. Il dato di fatto è che per demagogia s’è cancellata la storia e brutte pagine scritte anche da italiani che si fregiavano del titolo di Partigiani. Tra questi il triangolo della morte tra Reggio Emilia e Modena. Le foibe e l’aiuto ai partigiani Titini in Friuli Venezia Giulia“.
“I popoli amano la pace”
L’analisi di Lucchi si concentra poi sul ruolo delle forze americane. Esse, infatti, non hanno liberato Trieste. E hanno permesso che arrivassero i partigiani Titini supportati, purtroppo, anche dai comunisti Italiani. “Violenze inaudite – scrive Lucchi – e migliaia di martiri innocenti. Tra l’altro con una pulizia etnica a Pola, Gorizia, Fiume e in tutte le zone che prima della fine della seconda guerra mondiale erano territorio Italiano“.
“Una bruttissima pagina – conclude Lucchi – della storia d’Italia. Un’Italia che, tra l’altro pagava i danni di guerra allo Stato Jugoslavo. È la verità che fa convivere in pace. È la verità che esalta il sacrificio di quanti hanno preso parte alla Resistenza. La demagogia sulla Resistenza non ha permesso al Popolo Italiano di vaccinarsi contro l’orrore della dittatura fascista. L’orrore della dittatura comunista. L’orrore delle dittature. Solo il Popolo Sovrano, se comanda per davvero, può evitarci la guerra, la dittatura, l’odio. I Popoli, infatti, amano la Pace“.

