Berceto, parla il farmacista: “Le Asl ci stanno massacrando” – ESCLUSIVA
Il Dott. Pugliese interviene sulla possibile chiusura della farmacia di Berceto: “I timori sono fondati; la nostra professione non è tutelata dallo Stato”
Il Dott. Pugliese interviene sulla possibile chiusura della farmacia di Berceto: “I timori sono fondati; la nostra professione non è tutelata dallo Stato”
Nei giorni scorsi il sindaco di Berceto Luigi Lucchi aveva lanciato un allarme forte e chiaro: “la farmacia di Berceto rischia di chiudere nel giro di qualche anno“. E a motivazione di quanto sentenziato aveva esposto i bilanci dell’esercizio, che da quindici anni a questa parte ha visto il proprio fatturato ridursi di circa il 50%, passando dai 437.000 € del 2003 agli attuali 205.000 €. Una situazione davvero preoccupante, dunque. Per questo abbiamo contattato il Dott. Pugliese, gestore della farmacia comunale.
“Nel giro di qualche anno abbiamo registrato un calo del 50% delle ricette – ha spiegato preoccupato il farmacista –, e questo accade per una gestione errata da parte delle Asl di questo strumento. In un’ottica di taglio delle spese, pensando di ottenere un risparmio, hanno pensato di distribuire determinati farmaci attraverso gli ospedali. Questo ha generato un danno enorme per le farmacie, che non riescono più a vendere determinate medicine e ha creato un forte disagio per la popolazione“.
Un problema non solo locale, ma anche nazionale
Un problema, questo, riscontrato da numerosissimi presidi farmaceutici, sia a livello regionale che nazionale. Lo scorso 26 gennaio, ad esempio, circa un migliaio di farmacie dell’Emilia-Romagna hanno scioperato. Il presidente di Federfarma Domenico Dal Re aveva spiegato che era venuto a mancare il “rispetto da parte di molte aziende sanitarie dell’accordo sulla distribuzione diretta dei medicinali in farmacia, sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna, Federfarma e Assofarm il 26 giugno 2014“.
Uno sciopero a cui non hanno aderito le farmacie di Parma, come comunicato dall’associazione territoriale di Federfarma. Le motivazioni dello sciopero però hanno trovato d’accordo anche il Dott. Pugliese, che da diversi anni combatte su questo fronte insieme al sindaco Lucchi. “In seguito a questo calo di farmaci ricettabili – ci ha spiegato Pugliese – riteniamo che un problema come quello sollevato a livello nazionale, per un paese di montagna come Berceto le difficoltà siano amplificate. Oltre al calo demografico si aggiunge anche il disagio degli spostamenti per alcuni cittadini“.
Il ruolo del farmacista come consulente sanitario: “Un mestiere che ha un valore assoluto, c’è un rapporto di fiducia con il paziente”
Il rapporto di fiducia che si instaura fra il paziente e chi lavora in ambito medico-sanitario è qualcosa di sacro. Un legame inscindibile costruito attraverso gli anni, spesso difficilmente rimpiazzabile. Su questo il farmacista di Berceto è chiaro: “Le Asl distribuiscono i farmaci senza un criterio, spesso questo si traduce in farmaci d’avanzo che vengono buttati. Il farmacista, invece, conosce i propri pazienti, con cui viene instaurato un rapporto di stima. Sappiamo consigliare i farmaci anche per periodi limitati nel tempo proprio in virtù dell’esperienza maturata con il cliente“.
“Lo Stato deve tutelare i cittadini“, puntualizza il farmacista. “Non può costringerli – conclude nella sua analisi – a fare qualcosa che non possono o non vogliono fare. E in questo senso avverto del disagio nei cittadini. Io credo che la farmacia non vada usata come ruota di scorta, bisognerebbe che tutti gli enti collaborassero, ricordandosi che anche noi facciamo parte del Sistema Sanitario Nazionale. Con questo sistema, invece, il presidio di Berceto rischia di andare in stallo. E fra qualche anno potrei essere veramente costretto a chiudere“.
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