“Lasciate che i bimbi giochino nelle strade”: la bellezza della semplicità | EDITORIALE

Il Comune di Berceto capofila: “In questo paese i bambini giocano ancora per strada“; monito per gli adulti, ma anche ritorno alle origini

PUNTO&VIRGOLA | Abbiamo bisogno di fermarci. Di ritrovare i valori persi, di riscoprire la bellezza del passato e della semplicità. Non abbiamo bisogno di grandi cose, di telefonini di ultima generazione e tecnologie all’avanguardia: abbiamo bisogno di recuperare noi stessi. Di guardarci dentro e riscoprirci ancora bambini, capaci di stupirsi e di sorprendersi. Il Comune di Berceto ha guardato avanti: nelle frazioni e nel capoluogo sono apparsi alcuni cartelli con la dicitura: “Prestare attenzione. In questo paese i bambini giocano ancora per strada”. Niente di più bello

E anche di straordinariamente vero. Perchè i bambini per strada nelle frazioni giocano ancora: scorrazzano da una parte all’altra, rincorrendosi e ridendo. Si siedono nei campi a parlare. Si lanciano la palla da una parte all’altra della strada. Ieri sera si sentivano le loro voci per le vie del paese, mentre ogni tanto arrivava la luce di una torcia: giocavano a nascondino. Niente playstation, XBox, televisione: nascondino. Il più antico dei giochi. Ecco, abbiamo bisogno di imparare dai bambini. Forse, chissà, se giocassimo a nascondino quante cose dimenticate ci verrebbero alla mente. 


La quiete della montagna: il gallo che canta al mattino, i cani che abbaiano…

Una realtà come questa, in città sarebbe impossibile. Macchine, motorini e “grandi” di fretta avrebbero sicuramente la meglio. E diventa quasi obbligatorio rinchiudersi in casa, sperimentare la solitudine, conoscere solo i rumori delle automobili e della televisione. Eppure le cose da apprezzare, semplici e genuine, sono davvero tante. Ce ne siamo solo dimenticati, oppure siamo diventati intolleranti. Già, intolleranti. Anche questo è un fattore da mettere in conto. Perchè ci sono anche quelli che quel cartello del Comune di Berceto lo guardano storto: parcheggiano in mezzo alla strada, passano a velocità elevate incuranti dei ragazzi in strada, si lamentano del rumore. 

Si, si lamentano del rumore. E quello che chiamano “rumore” sono bambini che giocano, ma anche cani che abbaiano, galli che cantano. Sbalorditi? Non c’è da esserlo. Personalmente ne ho sentiti parecchi a sgridare i bambini che giocano e non alle undici di sera quando una strigliata ci potrebbe anche stare, ma durante il giorno. Così come sentito persone dire che gli animali disturbano: “Veniamo qui per riposarci e al mattino ci svegliano i cani che abbaiano e il gallo che canta“. Ecco cosa abbiamo perso: la semplicità. Lo stupore. La bellezza del saper apprezzare le cose genuine.

Vorrei lanciare un messaggio a chi si sposta dalla città alla montagna: riposatevi, rilassatevi, ma fatelo apprezzando le cose belle che avete intorno. Respirate a pieni polmoni l’odore dell’erba appena tagliata, non vi capiterà di risentirlo ancora in città in inverno. Lasciate che i bambini giochino nelle strade e ogni tanto offritegli pure la merenda: non vi negheranno un sorriso che farà bene all’anima. Lasciatevi cullare dal canto del gallo, è molto meglio delle macchine che puliscono le strade cittadine all’alba. E non sbuffate se quando aprite le finestre entrano le mosche perchè hanno appena sparso il letame: lo cantava anche De’ Andre’ che dal letame nascono i fiori. Se non ce la fate ad apprezzare tutto questo, un consiglio: andate al mare, non in montagna. Ma non togliete, in nessun modo, ai bambini la bellezza di giocare in strada

© riproduzione riservata

L’ambasciatore colombiano in visita a Berceto; la Biblioteca intitolata a un martire d’oltreoceano

Exit mobile version