I comitati “Pro ospedale” e “Insieme per vivere” scrivono ai parlamentari parmigiani di Camera e Senato

BORGOTARO | A quasi un anno di distanza dalla sospensione del servizio del punto nascite e a sette mesi dall’elezione dei nuovi parlamentari eletti sul territorio per Camera e Senato, la situazione è ancora invariata. Proprio per questo, i comitati “Pro ospedale” e “Insieme per vivere“, hanno deciso di scrivere un comunciato ai rappresentanti politici che avevano promesso di occuparsi del problema. Le due organizzazioni hanno citato i casi risolti di Asiago e Cavalese: “Crediamo che un’azione parlamentare possa sbloccare la situazione in senso positivo“.

Dalle elezioni del 4 marzo sono passati sette mesi – ha spiegato Rodolfo Marchini, portavoce del comitato -, abbiamo lasciato un po’ di tempo ai parlamentari per lavorare alla riapertura del punto nascite. Forze politiche come Movimento Cinque Stelle e Lega, infatti, avevano preso impegni importanti in questo senso. Ma ora, alla luce dei risvolti positivi che hanno avuto realtà come Asiago e Cavalese, riteniamo che sia arrivato il momento di dare risposta ai ricorsi da noi promossi. Riteniamo che l’interessamento di tutti i parlamentari possa smuovere la situazione in positivo“.

Le richieste dei due comitati alle forze politiche

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In particolare, i due comitati auspicano che le forze politiche possano promuovere iniziative parlamentari a favore della riapertura del punto nascite valtarese. “Un’interrogazione parlamentare al Ministero della Salute – si legge nel comunicato – sarebbe efficace per sostenere l’istanza di riesame della richiesta di deroga già avanzata alla Regione Emilia Romagna, suffragata da un dettagliato rapporto delle condizioni di disagio chilometrico e orogeografico di Valtaro e Valceno“.

Insieme ad essa, secondo i portavoce, sarebbe utile anche “una richiesta di Ispezione Ministeriale per verificare se sono state rispettate tutte le granzie per la salute dei cittadini, la loro sicurezza e l’incolumità al momento della sospensione del servizio“.

Infine, l’intervento, che si configura come l’espressione di un pensiero diffuso nella popolazione, chiede che l’impegno parlamentare si concretizzi con altre due azioni. “Un’interrogazione parlamentare che modifichi il decreto 70/2015, al fine di articolare in modo più dettagliato il concetto di zona disagiata” e “una iniziativa del Ministero della Salute, perché valuti se non sia il caso di procedere ad una ricomposizione del Comitato Percorso Nascite nazionale“.

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