Borgotaro non si arrende: il punto nascite deve restare aperto
Continua la campagna di Borgotaro contro la chiusura del punto nascite: il Comitato scrive all’assessore Venturi e chiede un incontro
Continua la campagna di Borgotaro contro la chiusura del punto nascite: il Comitato scrive all’assessore Venturi e chiede un incontro
La chiusura del punto nascite di Borgotaro continua a scaldare gli animi della Valtaro. Ieri il Comitato Pro Ospedale di Borgotaro ha inviato una lettera all’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. La richiesta è chiara: una pubblica assemblea a Borgotaro con l’assessore e tutti gli amministratori interessati. I firmatari della lettera, gli stessi che hanno fondato il Comitato, hanno intenzione di salvaguardare il punto nascita dell’Ospedale Santa Maria di Borgotaro. “Più volte – si legge nella lettera – lei, Assessore, aveva rassicurato la popolazione della Valtaro e della Valceno che ciò non sarebbe accaduto. E lo ha confermato anche la scorsa estate, prima dell’elezione del sindaco Diego Rossi“.
Vengono chieste spiegazioni: cosa è cambiato da allora? Il Comitato chiede anche quali saranno le prossime scelte politiche che la Regione Emilia Romagna metterà in campo per garantire i servizi ai cittadini della montagna. “Chi vive nelle realtà disagiate, a distanza anche di oltre 100 chilometri da altri ospedali – continua la lettera – non ha più il diritto alla salute e a nascere nella sua terra?“. Secondo il Comitato, se dotato di mezzi e professionalità, il Santa Maria potrebbe raggiungere un bacino d’utenze più alto. Già oggi, infatti, serve oltre i confini della Valtaro, della Valceno e anche della stessa regione.
Interviene anche il consigliere regionale Cardinali: “Tenere aperto il confronto; necessità di una soluzione condivisa”
Un’interrogazione alla giunta regionale, dopo la notizia della chiusura del punto nascite, è stata presentata anche dal consigliere regionale Alessandro Cardinali. “Il punto nascita dell’ospedale di Borgotaro – spiega Cardinali – è un servizio basilare per gli utenti di quelle zona. Fornisce una garanzia di sicurezza e un tempestivo intervento in caso di urgenze“. È dal 2010 che i cittadini della valle convivono con l’ipotesi della chiusura “ma è un’ipotesi che va scartata“.
Come sostenuto anche dagli altri schieramenti politici è fondamentale tenere conto anche della natura orografica e del territorio di montagna. Gli ospedali di montagna, come sottolinea il consigliere, sono un servizio importante per le famiglie che vivono in zone decentrate e danno sicurezza alla neo mamme. Il Decreto del Ministro Lorenzin del dicembre 2015 apre alla possibilità di mettere in atto una deroga per quei presidi ospedalieri che, pur non raggiungendo il tetto previsto di nascite, mantengano gli standard di qualità e sicurezza previsti dalla normativa. “Per questo motivo – conclude Cardinali – ho interrogato la Giunta per capire se intenda mantenere aperto il confronto con il territorio, raccogliendone le relative istanze e condividendo una strategia comune che scongiuri la chiusura del punto nascita“.
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