E’ triste che Michele Guerra, che fino a qualche giorno fa aveva contribuito a mantenere il dibattito politico su programmi e proposte, abbia deciso di scendere sul piano delle falsificazioni e degli attacchi personali a Pietro Vignali, che fino a qualche giorno fa erano state prerogativa di alcuni dei suoi sostenitori più invasati. E’ il sintomo di un crescente nervosismo: evidentemente capisce che qualcosa sta cambiando rispetto al primo turno, con queste parole Paolo Buzzi – già vicesindaco della giunta Vignali – risponde a Michele Guerra.

Ancora una volta Guerra dimostra di non conoscere i numeri e nemmeno le situazioni di cui parla: probabilmente ha ricevuto informazioni sbagliate. E’ surreale che vengano attribuite a Vignali criticità nel bilancio del Comune di Parma per tanti motivi. Perché le uniche situazioni difficili riguardavano proprio le società partecipate create e con cantieri già avviati prima che Vignali diventasse sindaco. Perché con Vignali l’indebitamento bancario per spesa corrente è passato da 151 a 165 milioni, crescendo di soli 13 milioni a fronte di quasi 300 milioni di investimenti per la città. Perché l’indebitamento per cittadino, quando Vignali ha lasciato, era tra i più bassi d’Italia: 883 euro per abitante, sotto la media nazionale che era 1.235, come certificato da Sole 24 Ore e CGA di Mestre. Perché la più grossa operazione di riduzione del debito in risposta alla crisi del 2008, l’ha fatta Vignali con la rinuncia alla metropolitana che ha avuto un saldo positivo di oltre 200 milioni di euro: 96 per lo spegnimento del mutuo contratto dal Comune per l’opera, 37 per il mancato acquisto del materiale rotabile che sarebbe stato in carico al Comune, 71 ottenuti dal Governo in cambio della rinuncia all’opera. Cosa che Pizzarotti e Guerra sanno bene visto che hanno finito di spendere i 71 milioni solo pochi giorni fa, anche per ordinaria amministrazione. Stendiamo un velo sull’attacco alle vicende giudiziarie dopo che il ministero della Giustizia è stato condannato per ben due volte a risarcire Pietro Vignali per essere stato indotto alle dimissioni, come riconosciuto dalla Corte d’Appello di Bologna e per i danni biologici e morali subiti; anche considerando che Guerra è sostenuto dal PD che è uno dei partiti con più indagati della storia recente d’Italia“, conclude Buzzi.

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