Accoglienza profughi: si accende il dibattito politico a Felino

Bocciata in Consiglio comunale la mozione del Gruppo di minoranza sul tema profughi; la reazione: “Hanno scelto di non coinvolgere i cittadini”

Bocciata in Consiglio comunale la mozione del Gruppo di minoranza sul tema profughi; la reazione: “Hanno scelto di non coinvolgere i cittadini. Mozione respinta per questioni politiche

Il Gruppo di minoranza “Cambiamo Felino” attacca l’Amministrazione comunale sul tema profughi e sulle politiche di accoglienza. Lo si apprende dalla pagina Facebook del Gruppo consiliare, in cui è apparso un video riassuntivo del Consiglio comunale e a cui sono state affidate le considerazioni in merito. Quello che viene sostenuto nel video è che non si sia voluto affrontare un vero confronto con minoranza, Istituzioni e cittadini. L’invito, poi, è quello di trarre da soli le conclusioni, sostenendo anche che la Giunta abbia bocciato la mozione scegliendo “di non rendere partecipi i cittadini“.

Il contenuto della mozione e le motivazioni della bocciatura

La richiesta presente nella mozione era duplice. Quella di istituire un tavolo tecnico di discussione sulle politiche di accoglienza dove fossero presenti Consiglieri di maggioranza e minoranza, Forze dell’Ordine, Polizia Municipale, Rappresentanti del Controllo di vicinato ed eventualmente Rappresentanti delle Consulte di frazione; organizzare un’assemblea pubblica per informare i cittadini sulla situazione portando alla riflessione di questa tematica.


La mozione è stata respinta dall’Amministrazione comunale. A giustificare la scelta è stata la Consigliera Chiara Militerno, che ha parlato a nome di tutta la maggioranza. “Ci troviamo in disaccordo con il testo presentato – ha fatto sapere la rappresentante del Gruppo “Insieme per Felino”. L’allarmismo e il voler far leva sulla paura della gente ci trova in disaccordo. Noi ci discostiamo dalla richiesta e da questo tipo di pensiero. La voce della mozione ‘impegna ad istituire‘ fa emergere un chiaro pregiudizio. Stiamo cercando di lavorare per portare sicurezza e tranquillità alla popolazione, ma l’argomento va affrontato con precisione. Pertanto abbiamo iniziato un percorso di approfondimento sul tema in termini di strategie da adottare laddove ci sia la necessità di prestare accoglienza“.

Botta e risposta fra maggioranza e opposizione

Riteniamo che non ci sia la volontà di adoperarsi per il confronto. Crediamo sia necessario fornire risposte concrete ai cittadini che meritano di essere informati“. Questo il pensiero della minoranza felinese, espresso durante il Consiglio. Gli interventi di Angelo Lusuardi, Cambiamo Felino e Luigi Fereoli, Vivere il Cambiamento, sono stati orientati in questa direzione. La risposta da parte della maggioranza è stata decisa e ha voluto rafforzare la sua posizione dichiarandosi disponibili ad organizzare un dibattito pubblico.

Le mozioni andrebbero presentate in termini generici e non per punti specifici – ha risposto la Consigliera Militerno. Non è una questione di mancanza di confronto ma un no ad un testo che non condividiamo. Non siamo contrari al confronto, ma contro alla mozione e ai punti che sostengono un eventuale impegno. Soprattutto di parlare di paura e pregiudizio perché nella mozione la prima premessa parla del tema finale portando con sé  grandi conseguenze legati al tema della paura e della sicurezza. Siamo apertissimi ad un confronto che sicuramente si farà“.

Il Sindaco Elisa Leoni sul tema: “Siamo disponibili all’ospitalità. Per ora non c’è nessun rifugiato dietro alle porte. Le cose le abbiamo sempre fatte alla luce del sole. Non c’è il bisogno di istituire un ulteriore tavolo tecnico, perché abbiamo già commissioni all’interno dell’Unione della Pedemontana e dei servizi sociali ed è lì che abbiamo l’obbligo di affrontare la discussione. Noi faremo la nostra parte. Informeremo la cittadinanza su quello che succederà se sarà il momento di accogliere dei profughi. Ma pongo questa riflessione: visto che sappiamo che il processo durerà nel tempo abbiamo la necessità di governare questo fenomeno. Abbiamo l’esigenza di gestire il fenomeno dell’accoglienza da subito, non di subirlo“.

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