Cara Parma, la città vista dagli occhi degli studenti fuorisede: “Innamorata della montagna e di Bardi”

Per la nostra rubrica Cara Parma, oggi abbiamo lasciato la parola a Rita, giovane studentessa…

Per la nostra rubrica Cara Parma, oggi abbiamo lasciato la parola a Rita, giovane studentessa universitaria originaria della Sardegna, che ha scelto la città ducale come sede dei suoi studi e non solo. Ci siamo mai chiesti com’è Parma agli occhi di chi non ci è nato o cresciuto? Abbiamo mai provato ad immedesimarci nei panni di uno studente che lascia la sua terra d’origine alla scoperta di un posto tutto nuovo e sconosciuto? Questa rubrica nasce con l’obiettivo di trovare risposta a queste domande, l’intento è quello di dare spazio alle impressioni, alle sensazioni e alle emozioni, di chi è ancora in cerca di se stesso e si trova ad esplorare una nuova realtà, lontano da casa. Abbiamo chiesto ad ognuno di loro se hanno trovato nella città di Parma un posto dove poterci, magari, rimanere, se si sono sentiti accolti, se e quali luoghi li hanno, sin da subito, fatti sentire a loro agio: e oggi, per i nostri lettori, Rita ha risposto, rivolgendo le sue parole alla città stessa.

Cara Parma,

Chi ti scrive oggi è una studentessa fuori sede che da un anno a questa parte si è insediata tra le tue montagne e non ha nessuna voglia di lasciarti. Mi chiamo Rita, ho 27 anni e frequento il secondo anno del corso di laurea di “Giornalismo, cultura editoriale e comunicazione multimediale”, arrivo da Cagliari ma il mio cuore appartiene a Parma da prima ancora di iniziare il mio percorso universitario ormai giunto quasi al termine. Perché dico questo? Perché prima della città, in un giorno come tanti, mi sono innamorata di un ragazzo della provincia. Quando mi sono trasferita, nell’ottobre 2019, Parma mi ha accolta come una mamma adottiva: mi sono fatta guidare dalla fiumana di gente nelle sue stradine, ho contato i suoi ponti e ne ho imparato i nomi, ho conosciuto persone provenienti da ogni parte d’Italia e che ora posso chiamare amici, la Pilotta è diventata la piazza degli incontri dopo le lezioni, per non parlare poi dell’acquolina in bocca che veniva per i profumi sprigionati dalle trattorie all’ora di pranzo.


Per quanto piccola, ogni giorno, c’era un angolo nuovo da scoprire, dico “c’era” perché la mia natura curiosa da viaggiatrice si è dovuta placare a causa della pandemia che ci ha devastati nel corpo e nell’anima. Sono passati mesi prima di poter tornare in Sardegna a riabbracciare la mia famiglia e nel frattempo ho preso la decisione di lasciare la città e trasferirmi in montagna, per contenere le spese e per respirare aria buona, a Bardi, il cui castello domina sovrano sul paese. Se mi chiedessero qual è il mio luogo del cuore a Parma la mia risposta sarebbe: il teatro Farnese. Ricordo ancora la prima volta che l’ho ammirato, sono rimasta a bocca aperta davanti alla sua maestosità, tutto quel legno così ben lavorato. E dopo quella prima volta ci sono tornata un’altra volta e poi un’altra volta ancora. Chi mi veniva a trovare da giù doveva vedere il Farnese. Una tappa obbligatoria per loro, una scusa per ritornarci per me.

Cara Parma, posso dirti soltanto GRAZIE. Grazie perché qui sto bene, mi sento come a casa. Mi sono sentita ben accolta fin dall’inizio e credo di poter affermare con certezza di voler restare. Mi sono radicata qui e qui voglio stare finché me lo permetterai.

Rita Gaviano

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