Caro affitti e centro che si svuota: viaggio nella Parma che rischia di non abitarsi più | OMBRE URBANE

L’inchiesta di questa settimana analizza le problematiche legate alla ricerca di una casa a Parma, con i quartieri centrali sempre più vuoti

Inchieste

Abbiamo deciso di aprire una finestra sul tema del caro affitti e della disponibilità abitativa a Parma perché sempre più persone, soprattutto giovani e famiglie a basso reddito, faticano a trovare casa in città. Lo confermano dati e testimonianze raccolte nei quartieri e tra le mura dell’università. A Parma, come in tante altre città italiane, l’abitare è diventato un problema quotidiano, non solo economico ma anche sociale e culturale. A fronte di una domanda crescente, l’offerta è scarsa, i prezzi sono in aumento e le soluzioni pubbliche sempre troppo poche. In questa inchiesta abbiamo cercato di capire: chi vive oggi nel cuore della città? Chi è costretto a cercare altrove? E cosa si può fare per tornare a rendere abitabile il centro per tutte e tutti?

La crisi degli affitti si intreccia con un fenomeno che Parma sta vivendo da tempo: la desertificazione del centro storico. Le vie una volta animate da botteghe, famiglie e studenti appaiono oggi sempre più silenziose, con vetrine chiuse e appartamenti vuoti. Secondo una mappatura recente, sono oltre 300 gli spazi commerciali sfitti tra il centro e l’Oltretorrente: 203 solo nel cuore della città e 72 al di là del ponte, in quell’Oltretorrente che è sempre stato fucina di artigiani ed osterie della tradizione. Al calo delle attività economiche si aggiunge l’abbandono residenziale, dovuto a canoni sempre più alti e a una crescente destinazione degli immobili agli affitti brevi turistici. Il rischio è che Parma, città universitaria e vivace, si trasformi in un centro senza vita vera, in un “guscio di bellezza” svuotato di chi potrebbe abitarlo.


Studenti fuori sede: vivere a Parma è diventato un lusso?

Fra le categorie più colpite dal caro affitti ci sono gli studenti universitari, spesso costretti a rinunciare a vivere vicino all’ateneo o a condividere spazi sovraffollati per contenere i costi. Le testimonianze raccolte nei collettivi universitari parlano chiaro: una camera singola può superare i 500 euro, e trovare un contratto regolare è sempre più difficile.

Il boom degli affitti brevi ha aggravato il problema: sempre più proprietari scelgono Airbnb e simili, sottraendo appartamenti al mercato studentesco e residenziale. Secondo alcune stime, gli alloggi turistici a Parma sono più che raddoppiati negli ultimi cinque anni, superando quota 1.000. La pressione si sposta su pochi immobili rimasti disponibili, con conseguente aumento dei prezzi. Le politiche universitarie e regionali, come i posti ER.GO o i contributi alloggi, faticano a compensare una crisi strutturale.

Rigenerazione e futuro: come ripopolare i quartieri

Di fronte a un centro storico che si svuota e a una città che rischia di perdere il suo tessuto abitativo, si moltiplicano le riflessioni su come riabitare Parma. Alcune soluzioni sono già in campo: la Fondazione Housing Center – Parma Abitare ha lanciato un progetto per recuperare immobili inutilizzati e proporli a canone calmierato; la Regione promuove formule abitative miste, tra co-housing e rigenerazione di spazi urbani. Ma basterà?

L’inchiesta esplora queste piste, dando voce a esperti, urbanisti, amministratori e cittadini per cercare risposte concrete. Una città più abitabile non è solo una questione di prezzi: è un progetto sociale che riguarda la qualità della vita, la coesione tra generazioni e la possibilità per tutti di sentirsi parte di una comunità viva.

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