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Le donne dei Castelli: la “Babette” della Reggia di Colorno | SPECIALE

Prosegue il viaggio nella vita delle donne che hanno rese importanti i Castelli del parmense: ecco la duchessa “Babette” di Colorno

COLORNO | Dopo la marchesa Gambarotta, proprietaria del Castello di Compiano, prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle storie più intime delle donne che hanno abitato i castelli della nostra provincia. La storia di oggi è ambientata alla Reggia di Colorno e protagonista è Luisa Elisabetta, per tutti “Babette“. 

Nel 1750 Luisa Elisabetta di Francia, figlia di Luigi XV e Maria Leszczynska, si trasferisce dalla sfarzosa Reggia di Versailles alla più piccola Reggia di Colorno. La ragazza, all’epoca dodicenne, era stata promessa sposa all’infante Filippo di Borbone, figlio cadetto del Re di Spagna e signore dello Stato Padano. Data la sua ancora tenera età, la piccola Luisa Elisabetta era chiamata da tutti “Babette“: a lei si attribuisce lo sfarzo e la crescita della Reggia di Colorno. 


I primi anni vissuti a Versailles hanno influito su di “Babette” che è riuscita a trasferire nella Reggia di Colorno la mentalità e lo sfarzo di Parigi. La sua influenza sulla cultura e il modo di vita nel Ducato non fu indifferente: i mutamenti favoriti dalla Duchessa furono di ampia portata: non solo nella politica, ma anche in quella quotidiana della corte che venne investita da una ventata di rinnovamento e novità. Merito della piccola “Babette” anche l’arrivo di artisti d’oltralpe tra cui Petitot, Boudard, Coutant d’Ivry, Guiard, Carlier, Bigaud. 

Con l’influenza di Luisa Elisabetta la Reggia di Colorno visse il periodo di massimo splendore: la Dichessa ne fece restaurare l’interno e rese il giardino uno splendido scrigno di meraviglie con giochi d’acqua, aiuole in fiore e scenografiche fontane. 

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