Cinghiale sbranato a Berceto; i residenti preoccupati per la vicinanza di predatori

La carcassa ritrovata da un gruppo di escursionisti nei pressi della Strada Provinciale di Calestano: lupi o cani selvatici? 

La carcassa ritrovata da un gruppo di escursionisti nei pressi della Strada Provinciale di Calestano: lupi o cani selvatici? 

BERCETO | Rimane ben poco del malcapitato cinghiale, vittima probabilmente dei lupi. Del resto non ci sarebbe nulla di strano: è la legge della natura che sancisce il ritmo per cui i predatori si cibano di prede per la sopravvivenza. Ciò che impensierisce, però, residenti e villeggianti è il sempre più frequente ritrovamento di carcasse nei pressi di strade e case. La foto del cinghiale è stata inviata da un gruppo di escursionisti che, nel pomeriggio di ieri, erano a fare una camminata nei pressi del Monte Cervellino a Berceto. Dopo aver lasciato la macchina sulla Provinciale di Calestano, tra FugazzoloCasaselvatica, si sono incamminati sul sentiero e poco distante dal luogo del parcheggio sono stati attratti dallo svolazzare rumoroso di corvipoiane

Incuriositi hanno seguito lo stormo e in un campo nei pressi della strada hanno ritrovato la carcassa. Chiari i segni del combattimento: sangue nell’erba e un vistoso trascinamento dell’animale ucciso ai margini del campo, probabilmente per potersene cibare tranquillamente. Difficile stabilire se si tratti di lupicani selvatici: un dilemma che, da quando questi ritrovamenti si sono fatti più frequenti anche vicino alle case, attanaglia i residenti di buona parte dell’Appennino Tosco Emiliano. “Alcune notti – affermano alcuni residenti di Berceto – si sentono gli ululati dei lupi e qualche volta li si vede attraversare la Provinciale o le stradine comunali che portano alle frazioni, ma di per se sono animali schivi e vederli è raro“. Il timore è quello che possano avvicinarsi alle abitazioni ed entrare nei cortili privati: il lupo non attacca l’uomo, ma potrebbe cibarsi di animali domestici o creare danni nelle aziende agricole. “I caprioli stanno diminuendo ai monti, probabilmente si sentono più tranquilli vicino ai Paesi. Prima o poi arriveranno anche i predatori: d’altronde se non hanno prede in alto, devono scendere a valle“, concludono. 


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