“Aspettiamo il Vesuvio”: i commenti razzisti dopo la tragedia di Ischia

Salvati i tre bimbi sotto le macerie; ma arrivano gli insulti razzisti che invocano l’eruzione del Vesuvio; lo squallore senza fine dell’ignoranza umana

Salvati i tre bimbi sotto le macerie; ma arrivano gli insulti razzisti che invocano l’eruzione del Vesuvio; lo squallore senza fine dell’ignoranza umana

ISCHIA | Ancora una volta il mondo social rivela il peggio dello spirito umano. Di fronte alla tragedia di Ischia e alla distruzione dei suoi magnifici borghi, spuntano i commenti d’odio nei confronti degli abitanti locali.

Una storia senza fine quella dei profili falsi nel mondo social, il cui unico scopo – oltre che svelare l’incondizionata codardia e pochezza umana – si dimostra per l’ennesima volta quello di seminare odio e violenza. Palcoscenico scelto dagli “imbecilli da tastiera” oggi è la tragedia d Ischia, che ha visto colpiti i suoi splendidi borghi dal terremoto dei giorni scorsi.

Di fronte ai commenti che invocano “l’eruzione del Vesuvio” anche se “il terremoto va bene lo stesso” non rimane che fermarsi e riflettere su quali possono essere, oggi come in passato, le cause del sedimentato odio dell’uomo nei confronti dell’uomo; dove rintracciare e come combattere quindi il profondo sentimento di razzismo e disumanità che si cela nei comportamenti e nell’animo di alcuni. “Alcuni” – temiamo sempre più frequentemente – che rischiano di ritornare a non essere “solo alcuni”, rappresentando così la sempre maggiore porzione di una società intransigenze, irrigidita sotto i colpi di una “incosapevolezza di ritorno” e della totale mancanza di cognizione di “ciò che si dice e che si fa”, ovvero degli effetti che i nostri comportamenti hanno sul mondo e sulle persone che lo abitano accanto a noi.


Una vergogna ancora una volta tutta italiana.

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