“Colorno alluvionata per incapacità gestionali: poteva andare peggio”
La piena più grande di tutti i tempi non lascia dietro di sé solo fango, macerie e ingenti danni economici. Ad accompagnare l’azione travolgente delle acque del torrente Parma ci sono anche le parole pesanti di parte della politica cittadina
Duro attacco da parte di Fratelli d’Italia Colorno all’Amministrazione: “Commessi troppi errori di valutazione, i cittadini lo sanno ed esigono risposte; ecco come si sono svolti i fatti”
COLORNO | La piena più grande di tutti i tempi non lascia dietro di sé solo fango, macerie e ingenti danni economici. Ad accompagnare l’azione travolgente delle acque del torrente Parma ci sono anche le parole pesanti di parte della politica cittadina, che in questo caso si scagliano ferocemente contro l’Amministrazione colornese; secondo Fratelli d’Italia il Comune non avrebbe agito tempestivamente né in occasione della gestione dell’emergenza né in termini di prevenzione: “Poteva andare peggio, occorre agire subito perché certe situazioni non si ripresentino“.
L’esondazione dello scorso 12 dicembre, con una piena di 9,5 metri drammaticamente inaspettata, è arrivata dopo poco più di 24 ore di pioggia che hanno interessato la provincia di Parma, soprattutto sull’arco Appenninico. Non è bastata la cassa d’espansione posta ad altezza Alberi di Vigatto ad arginare il flusso delle acque, tanto che alle 8 del mattino si è verificato un deflusso del torrente Parma all’altezza della piazza di Colorno. Ma se per gli esperti conseguenze simili non erano prevedibili, dello stesso avviso non sembrano essere alcuni cittadini ed esponenti di Fratelli d’Italia Colorno, che accusano: “Sebbene vi sia stato un fenomeno naturale insolito, non è tollerabile che ad oggi non ci sia potuta essere una gestione dell’emergenza idonea all’evitare gli oltre 6 milioni di danni che hanno colpito duramente Colorno. Dopo le numerose e giuste recriminazioni da parte di cittadini colpiti dall’alluvione, abbiamo deciso di dar loro voce“.
Nel mirino degli esponenti del centro destra colornese ci sono soprattutto le capacità di valutazione del rischio dell’Amministrazione, con tempistiche d’intervento e scarsa prevenzione che hanno determinato gli ingenti danni subiti dal territorio. “Sono inziate le prime valutazioni del rischio – spiegano gli esponenti di FdI – e il COC (centro operativo comunale) è stato aperto solamente a notte inoltrata, ossia alle ore 2, quando la piena aveva raggiunto i 6 metri e 50. La macchina dei soccorsi si è mobilitata quindi solo alle 4 di notte dovendo fare i conti con tanti problemi. Durante la preparazione dei sacchetti di sabbia, la macchina insacchettatrice ha avuto un guasto ad una candela, e i sacchetti si sono continuati a fare a mano direttamente in piazza, causando grave ritardo nella preparazione delle barricate. Il comune aveva già 500 sacchetti pronti in deposito, quota evidentemente insufficiente a gestire tale emergenza“.
“Allarmi non dati e attrezzature mal funzionanti, bisogna investire in prevenzione“
Tuttavia la critica operata da Fratelli d’Italia riguarda anche la mancata tempestività con cui sono stati informati i cittadini dell’esondazione in atto; l’ordine di evacuazione che solitamente si attiva con un sonoro allarme Rosso non sarebbe giunto alle orecchie dei colornesi prima dell’arrivo della piena, come spiega il coordinatore del partito Nicola Scillitani: “L’allarme Rosso è stato diramato al Comune di Colorno solo a piena completata. Alle ore 4.40 del giorno della piena c’erano già circa 8 metri d’acqua e lascia perplesso il fatto che l’idrometro di Ponte Verdi abbia segnalato un livello di acqua inferiore al 2014. Tutti questi aspetti spero che vengano chiariti al più presto e che si trovi il giusto modo di operare. L’informazione di quanto stava avvenendo – afferma Scillitani – è arrivata in maniera errata con telefonate effettuate ai cittadini e alcuni volontari che si recavano sul posto per citofonare ai residenti (solo in alcune zone). In Via Roma, luogo in cui è avvenuto il grave disagio, l’allarme non è stato praticamente mai dato“.
Le proposte di FdI: “Istituiamo un punto di raccolta di sacchetti già predisposti”
Infine, da parte di FdI Colorno arrivano anche alcune proposte affinché la situazione non si verifichi in futuro, scongiurando scenari che a seconda dei rappresentanti del partito sarebbero potute essere più drammatiche. “Proponiamo l’apertura di un deposito di pallet con sacchi di sabbia già pronti all’uso – specifica da FdI. Potrebbe essere utilizzato, in accordo con Trenitalia, il vecchio deposito ex carico/scarico merci della fermata-stazione di Colorno. Sarebbe un modo utile per rivalutare un’area che tutt’ora risulta degradata. Oppure avvisare meglio e prima i cittadini. Doverosa invece è l’auto della protezione civile con gli altoparlanti, e magari realizzare un sistema di SMS automatico da inviare a un preposto per ogni nucleo familiare colornese in caso di allerta. Effettuare periodica pulizia e manutenzione di tutti gli argini e delle aree fognarie; come la costante manutenzione dei mezzi di lavoro, e dei motori delle chiuse doveva essere una prerogativa assoluta. Il Comune di Colorno, sta già vivendo una situazione di continua emergenza, dovuta alla chiusura del ponte di Casalmaggiore, e peggiorare le cose in un territorio già provato, non è assolutamente da fare. Occorre inoltre evitare che in futuro ci si faccia trovare impreparati“.

