Il Comitato di Borgotaro al Sindaco: “Su odori e salute avete dichiarato il vero?”

L’Aria del Borgo alle Istituzioni: “Il 26 gennaio 2017 avete detto che non c’erano pericoli per la salute, su quali basi?”

BORGOTARO | Chiedono maggiore trasparenza su un problema che da circa un paio di anni affligge il paese. Sono gli iscritti al Comitato per la salute e l’ambiente di Borgo Val di Taro: “L’Aria del Borgo“. In particolare, i membri del comitato hanno inviato una lettera al Sindaco del capoluogo valtarese, Diego Rossi, a cui chiedono di rendere conto sulle discrepanze ravvisate tra alcune dichirazioni del 2017 e la documentazione ufficiale degli Enti. La lettera è stata recapitata in data 2 gennaio 2018, e al momento è senza risposta.

La presenza di odori dall’inizio di dicembre è già stata segnalata da diversi cittadini e segnalata di conseguenza dal Sindaco e dall’Amministrazione per i necessari controlli. Controlli che sono stati effettuati e sono ancora in corso. Intanto queste verifiche hanno consentito di individuare la fonte di questo odore“. Queste le parole del primo cittadino ad un’emittente televisiva locale il 26 gennaio 2017. A cui ha aggiunto: “I controlli hanno consentito di verificare che non ci sono emissioni nocive o dannose per l’ambiente“.


La richiesta di chiarimenti: “Ci forniscano i dati menzionati”

Secondo il Comitato, ciò che non è chiaro è la data d’inizio delle rilevazioni sull’aria. Nell’intervista, infatti, il Sindaco “affermava che a quella data gli enti preposti (Arpae e Ausl) avevano già effettuato controlli, individuando la fonte, e che le emissioni erano risultate nei limiti di legge“, scrive in una nota “L’Aria del Borgo”. Tuttavia, fanno sapere, emergerebbe un problema temporale con “numerosi documenti ufficiali in nostro possesso“. Infatti, “ci risulta che i primi prelievi alle emissioni del forno di cottura E13 risalgono al 2 e 8 febbraio 2017“.

Data che conicide con il momento in cui “Arpae ha verificato il superamento di un valore limite, poi comunicato a Sac Arpae Parma, la quale ha emanato il provvedimento di diffida (prot. PGPR/2017/3137 del 21/02/2017) e trasmesso informativa di reato (Pg-Pr-17-3184 del 22/02/2017) alla Procura della Repubblica di Parma“, si legge nella nota. La stessa richiesta di chiarimenti inviata al Sindaco, è stata fatta pervenire all’assessore regionale alle politiche ambientali, Paola Gazzolo.

Nel frattempo – conclude il direttivo del Comitato – abbiamo chiesto chiarimenti anche ad Arpae e Ausl sulla discrepanza tra i risultati della analisi del 02.02.2017 riportati nel documento di Arpae e quelli degli stessi campionamenti inclusi nella relazione del dottor Impallomeni di Ausl“. Infine, si attende ancora risposta su quale impego sia stato fatto delle risorse pubbliche (400mila euro) stanziate per indagare sugli odori fastidiosi avvertiti dalla cittadinanza.

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