Conigli del Nevicati, escluso l’avvelenamento: “Morti per una malattia emorragica iperacuta”

Gli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna evidenziano una infezione da virus: il…

Gli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna evidenziano una infezione da virus: il tasso di mortalità è del 100%

COLLECCHIO | I conigli del parco Nevicati non sono morti per avvelenamento come ipotizzato la settimana scorsa in seguito al ritrovamento di alcuni esemplari deceduti. Lo riferisce il dottor Lorenzo Fisogni, medico veterinario incaricato dal Comune in base agli esami effettuati dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Secondo quanto riportato dal medico, la causa della morte sarebbe da ricondurre ad una infezione da virus della malattia emorragica (RHDV) di tipo 2 che colpisce esclusivamente conigli e lepri.

Tale ceppo, in particolare, presenta caratteristiche di morbillità (la diffusione di un virus nella specie colpita) e di mortalità statisticamente molto elevata. L’infezione, nel caso specifico, ha avuto un andamento iperacuto. Dallo sviluppo dei sintomi alla morte, il tempo trascorso è stato talmente breve che non tutti i conigli hanno sviluppato le lesioni classiche previste nella loro totalità, così come ha evidenziato l’esame necroscopico. Il tasso di mortalità è stato infatti vicinissimo al 100% in ragione del fatto che il sistema immunitario non ha avuto il tempo di reagire ed immunizzare almeno una parte dei soggetti.

Provate terapie per la cura che non hanno dato esito positivo

Ai primi segnali sono state subito avvisate dall’Amministrazione Comune le autorità competenti, l’Istituto Zooprofilattico e l’ASL. I conigli che non apparivano in buone condizioni sono stati sottoposti a terapie che purtroppo hanno potuto solo limitare al minimo la sofferenza degli animali, mentre quelli deceduti sono stati smaltiti secondo legge. Non sono state trovate avvisaglie di altre patologie negli animali, che – rende noto il Comune – non sono stati vaccinati per la patologia manifestata proprio per l’impossibilità tecnica della cattura per effettuare il vaccino e per effettuare i richiami successivi che dovrebbero essere semestrali o annuali.


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