Funghi, come e dove trovarli: ecco i consigli dell’esperto; EPISODIO 4 – FOTO

Siamo al quarto capitolo della rubrica dedicata ai funghi; qui alcuni consigli sul Boletus Aereus di Dueotto –…

Siamo al quarto capitolo della rubrica dedicata ai funghi; qui alcuni consigli sul Boletus Aereus

di Dueotto – redazione@ilparmense.net

Siamo giunti al quarto appuntamento della rubrica dedicata ai funghi. Ormai è giunta la stagione autunnale ed ecco alcuni consigli utili per la raccolta. Questa piccola rubrica sarà curata da un esperto fungaiolo e storico membro del Forum del Fungo di Borgotaro. Il suo nickname è Dueotto e fornirà alcuni consigli e bellissime foto provenienti dal suo archivio. L’appuntamento di oggi riguarda il Boletus Aereus.


Eccoci all’ultima specie di porcino d’eccellenza. Così come per il Boletus Reticolatus anche il cosiddetto Porcino Nero è una specie termofila che predilige i climi tiepidi. Purtroppo a causa dei mutamenti climatici in atto sta diventando sempre più raro, almeno nei nostri boschi. In alta Val Taro viene chiamato “al Magnan” (FOTO 1).

Gli amatori hanno opinioni controverse sulle sue qualità gastronomiche. Alcuni lo prediligono al Reticolatus, altri lo ritengono superiore. In ogni caso si tratta di uno dei migliori in assoluto. Di certo le tempistiche della nascita sono differenti agli altri porcini analizzati. Questo può comparire sporadicamente all’inizio della stagione, da maggio a giugno, per poi scomparire fino a fine settembre. L’habitat è parzialmente diverso rispetto al Porcino Estivo: rarissimo nelle abetaie, raro nelle faggete, si ritrova a quote basse nei boschi di castagno e soprattutto nei querceti (FOTO 2).

Le dimensioni e il peso che può raggiungere il Porcino Nero sono notevoli, anche se difficilmente raggiunge quelle dei suoi simili. In casi fortunati si possono trovare anche esemplari superiori al chilo (FOTO 3). Gli ambienti in cui è possibile ritrovare l’Aereus sono: il cerro (FOTO 4), il muschio (FOTO 5) o al fresco nel limitare del bosco (FOTO 6).

Il colore del cappello può assumere delle tonalità molto differenti fra loro. In certe occasioni ricorda i colori tipici dell’autunno (FOTO 7), in altre si fa tutto nero (FOTO 8), per poi virare al dorato (FOTO 9) e al color ruggine (FOTO 10). Rispetto al Reticolatus ha carne più soda. Si presta bene a tutte le ricette: è eccellente sia secco che sottolio.

Qui il primo appuntamento della rubrica dedicato al Boletus Edulis (leggi)

Qui il secondo appuntamento della rubrica dedicato al Boletus Pinicola (leggi)

Qui il terzo appuntamento della rubrica dedicato al Boletus Reticulatus (leggi)

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