“Abbiamo ammainato la bandiera del Corpo Forestale” – LETTERA AL GIORNALE

Forestale e montagna, Luigi Lucchi: “Si abbandona la politica di tutela del paesaggio, della salute degli animali e della sicurezza dei consumatori”

Il Sindaco di Berceto, Luigi Lucchi: “Siamo assuefatti a tutto e non abbiamo più la speranza di modificare la condizione che viviamo; come sindaco e amministratore pubblico non voglio perdere questa speranza e continuo, come ne sono capace, a lottare

Signor direttore,

il 31 dicembre è stata ammainata la bandiera del Corpo Forestale dello Stato che aveva iniziato a sventolare nel 1822. È sorprendente constatare la lungimiranza nell’istituire questo corpo in un Paese come l’Italia. Questo ha infatti da salvaguardare uno dei più importanti e suggestivi paesaggi del mondo. Sorprendente, al contrario, vedere la cecità dell’attuale Parlamento che ha votato la sua soppressione spinto dal vortice disfattista e pasticcione dell’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.


Spacciare per grande riforma una vendetta, un pegno da pagare a qualche “padrone” risentito dai controlli della Forestale, è una prerogativa di questo “politico”. La vera riforma, infatti, se per davvero si volesse riformare, era quella di riunire in un solo corpo tutte le forze di polizia (da cinque a uno), ridurre il numero di generali e graduati, incentivare e ricercare l’efficienza, togliere dagli uffici migliaia di agenti il cui ruolo e compito non è quello di combattere le scartoffie ma la criminalità.

Alla montagna è inferto un altro fendente; così ai consumatori che saranno meno tutelati e agli animali lasciati alla mercé di persone senza scrupoli

Questo è l’effetto pratico della riforma Renzi. In termini di risparmio, nulla, se non addirittura aggravi di spese. Gli agenti forestali restano con la loro organizzazione e l’integrazione nell’arma dei Carabinieri è una finzione pasticciata. Ciò che purtroppo sarà davvero effettivo è l’impossibilità per la Forestale di svolgere il proprio compito, procurando un enorme danno sopratutto in montagna. Alla Forestale, si ricorderà, era già stato limitato il ruolo con l’avvento delle Regioni.

Un tempo gli agenti forestali avevano il compito di indicare, albero per albero, quello che i boscaioli potevano tagliare. Dal 1972, invece, la forestale sanziona le malefatte dei “boscaioli”. Ciò che abbiamo abbandonato, insomma, è la politica della prevenzione.

Si abbandona la politica di tutela del paesaggio, della salute degli animali e della sicurezza dei consumatori

Il “buon” Renzi, ai sostenitori e finanziatori entusiasti della Leopolda, ha portato su un piatto d’argento la testa di un corpo di polizia che li infastidiva per la meticolosità dei controlli sulla provenienza e salubrità delle materie prime dei cibi.

Mi dispiace che la vittoria del ‘NO’ al referendum costituzionale del 4 dicembre, non abbia la forza di eliminare le dannose “riforme” volute da Renzi; e tra queste, quelle dell’eliminazione della Forestale e l’orrenda Legge Delrio delle Province.

Luigi Lucchi
Sindaco di Berceto

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