Fornelli pronti per la sera di San Silvestro? Il cotechino con lenticchie non può mancare durante il cenone di San Silvestro; ecco come prepararlo al meglio

Cotechino lenticchie. Piatto forte della tradizione di Capodanno, che non manca mai sulle tavole degli italiani per il cenone di San Silvestro. Ma cotechino e lenticchie hanno anche una valenza culturale e tradizionale che va oltre l’aspetto prevalentemente culinario. Portano fortuna! 

Il cotechino nasce come piatto povero della tradizione contadina, solitamente abbinato alle zuppe di legumi e al minestrone.  La prima citazione del cotechino si ha nel 1745, mentre l’anno dopo viene scritta la prima ricetta. È stato poi il grande Pellegrino Artusi a dargli il giusto rilievo nella sua opera “La Scienza in Cucina e l’Arte del Mangiar Bene”

Le lenticchie sono tra i legumi più antichi coltivati dall’uomo. Sono legate al significato dell’abbondanza. Una tradizione che risale all’epoca romana. I romani usavano regalare un borsa di cuoio, legata alla cintura e contenente lenticchie. L’augurio era che si trasformassero in monete. Mangiare lenticchie a Capodanno porta prosperitàfortuna

La scelta difficile, spesso, è: cotechinozampone? La differenza tra cotechino e zampone sta nell’involucro. Lo zampone è fatto con la zampa del maiale a cui viene eliminato l’osso centrale in modo da poterlo farcire. L’involucro del cotechino invece è una parte di budello del maiale. Il ripieno di entrambi è uguale. È composto di guancia, spalla, gola, e testa. Vengono tritati tutti gli ingredienti e conditi con spezie varie. Oltre alle lenticchie, possono anche essere serviti con un contorno di purè.  

Nel video del blog Giallo Zafferano i dettagli della preparazione

https://youtu.be/skfJE4vIiTg

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