Lettera al Giornale – il racconto di tre pellegrini sulla Via Degli Abati
Cristina, Giacomo e Silvestro, hanno percorso nell’agosto […]
Hanno soggiornato anche a Borgotaro
“Siamo tre “Pellegrini” che hanno camminato per una settimana lungo la Via degli Abati. Leggendo le varie esperienze di altri camminatori abbiamo notato che il nostro viaggio è stato un po’ diverso, sia nella suddivisione delle tappe, sia nell’approccio con il territorio, approfondito oltre che nel suo aspetto naturale, anche e(forse principalmente) nel suo aspetto culturale e umano.
Siamo partiti da Bobbio il 17 agosto 2015 arrivando da Angera (Varese) in mattinata; abbiamo dedicato gran parte della giornata alla cittadina, che non conoscevamo, abbiamo approfondito la conoscenza di San Colombano e dell’impronta data da lui e dai suoi successori al territorio. Sulle tracce degli Abati ,nel tardo pomeriggio siamo saliti a Coli dove abbiamo pernottato nell’ostello di Maurizio. Abbiamo condiviso la sistemazione con un gruppo di ragazzi rifugiati provenienti dal Pakistan e con gradevole sorpresa abbiamo notato la serena convivenza con i residenti ai quali i ragazzi prestano il loro aiuto per le attività quotidiane e di piccola manutenzione.
Il giorno dopo abbiamo fatto tappa a Mareto all’Albergo dei Cacciatori e pian piano abbiamo cominciato a conoscere il territorio e, grazie alle persone incontrate durante il cammino, anche la storia di questa gente: una storia fatta di forte emigrazione iniziata da oltre cento anni e non ancora conclusa oggi. L’abbandono dei piccoli borghi rurali ha fortemente caratterizzato il territorio oggi in gran parte disabitato tranne durante l’estate per il tenace ritorno di tante persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case alla ricerca di un lavoro che garantisse una vita migliore. E’ quindi curioso sentir parlare inglese, francese e tedesco e incontrare persone che provengono dalla Francia, dall’Inghilterra, dall’America, dalla Svizzera, ecc.
Siamo poi saliti a Groppallo dove abbiamo conosciuto don Alfonso e dormito nella canonica. Pensate don Alfonso ha quasi ottant’anni, è il cappellano dell’ospedale di Piacenza e dallo scorso anno, la domenica prende la macchina e viene a celebrare la S.Messa in questi paesini! La chiesa con la canonica si trovano sopra il paese e dominano tutta la Valceno, dalle finestre si gode una vista spettacolare sulla valle. Abbiamo cenato come tradizione da Salini gustando i suoi famosi salumi e conversato cordialmente con la Signora.
In alcuni giorni a mezzogiorno ci siamo cibati solo della frutta che abbondantemente cresce lungo il percorso in modo particolare delle more che non mancavano mai. Le case e i poderi abbandonati sono molto numerosi e piante da frutto pur non curate continuano a fornire pere, prugne, fichi e tantissime mele di diverse varietà.
Anche a Bardi abbiamo dormito in canonica. Quì don Luigi ha attrezzato una stanza con letti, uso cucina e bagno con acqua calda che abbiamo veramente apprezzato. Abbiamo visitato la cittadina, il suo massiccio castello e cenato al Bue Rosso.
Abbiamo poi fatto tappa ad Osacca pernottando al B&B “Alba Chiara” della Signora Lina, una piccola struttura in pietra con tre camerette arredate con mobili e biancheria della nonna .E’ stata un’esperienza indimenticabile: abbiamo condiviso la cena con la Sig.ra Lina che ci ha accolti in un’atmosfera familiare mettendoci a nostro agio e raccontandoci le vicende e i sacrifici delle genti di quelle borgate aiutandoci a conoscere ancora di più il territorio che abbiamo attraversato. Qui abbiamo incontrato anche “Pino” che ci ha accolto come un vecchio amico invitandoci a casa sua.
Avrete notato che noi abbiamo suddiviso il cammino in tappe più brevi che ci hanno consentito un approccio con il territorio più tranquillo dandoci la possibilità di meglio conoscere le realtà che di volta in volta abbiamo incontrato.
Da Osacca siamo arrivati a S.Pietro, cinque km prima di Borgotaro e anche qui abbiamo pernottato in canonica, impeccabilmente accolti da Luigi. La canonica è posta in un luogo veramente delizioso: discosta dalle altre abitazioni ( 3 case in tutto….) in una piccola radura, addossata alla chiesetta con il cimitero in fondo al prato. Nonostante ci fosse la possibilità di cucinare, a tal proposito avevamo portato con noi una confezione di pasta ed un vasetto di ragù, abbiamo ceduto alla tentazione di cenare presso l’agriturismo “La vigna di S.Pietro” di Silvano e Angela che si trova a pochi passi dalla canonica. La scelta è stata azzeccata: abbiamo trascorso una serata molto bella, abbiamo gustato il prosciutto di spalla prodotto con i suini neri autoctoni allevati nell’azienda e altri piatti della cucina di Angela e abbiamo creato con loro un clima di amicizia che non dimenticheremo. E’ stato molto bello conoscere il Presidente Luciano Allegri che ha voluto incontrarci e ascoltare le nostre impressioni sulla Via.
Il nostro cammino è finito a Borgotaro da dove in treno e bus siamo ritornati a Bobbio. Non abbiamo percorso l’ultima tappa fino a Pontremoli, i circa 37 Km del percorso (da S.Pietro) senza la possibilità di una sosta intermedia ci hanno fatto desistere. Il “viaggio” è stato per noi un’esperienza di vita fatta di conoscenza, condivisione, serenità e…silenzio!
P.S. ci sembra doveroso ricordare con affetto anche la Sig.ra Angela, titolare del B&B “Da Angela” di Piacenza, dove abbiamo passato l’ultima notte in un clima veramente familiare. Inaspettatamente è stata la perfetta conclusione del nostro cammino: Angela è originaria di Bobbio, conosce molto bene le zone che abbiamo attraversato e conversando con Lei abbiamo compreso il profondo amore per la sua terra, scoprendo con piacevole sorpresa che suo fratello ha partecipato alla riscoperta della “Via degli Abati”.
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