L’idea e il progetto della mostra nascono dagli studi compiuti in questi anni dall’autore, Pino Agnetti, per approfondire e mettere in luce i molteplici e spesso ancora poco conosciuti legami fra Carlo Alberto dalla Chiesa e Parma. Il padre del Generale, anch’egli figura di spicco dell’Arma, era nato infatti a Parma. Lo stesso Carlo Alberto dalla Chiesa, che dopo l’8 settembre 1943 sarebbe diventato uno dei principali comandanti partigiani delle Marche, è stato fra i liberatori della città dove giunse, il 25 aprile 1945, con l’incarico di ricostituire il locale nucleo dei carabinieri, per poi andare a comandare la Tenenza di Salsomaggiore dove sarebbe rimasto per circa un anno distinguendosi in brillanti operazioni di polizia giudiziaria. Proprio in forza di questi successi, l’allora Tenente dalla Chiesa sarebbe stato promosso e inviato per la prima volta al Sud per combattere il crimine organizzato.

Il legame con Parma si sarebbe poi rinnovato con le sue periodiche frequentazioni sulla tomba della prima moglie, Dora Fabbo, accanto alla quale il Generale è sepolto insieme a Emanuela Setti Carraro, sposata in seconde nozze e vittima anch’essa della strage mafiosa del 3 settembre 1982 a Palermo costata la vita anche all’agente Domenico Russo.

Parma e Carlo Alberto dalla Chiesa formano dunque un binomio inscindibile, come evidenziato dall’autore nel suo libro “Dalla Chiesa vive!” (Grafiche Step Editrice) pubblicato in occasione del Centenario della nascita del Generale a cura di Pino Agnetti. La mostra vuole quindi essere un omaggio pubblico, mai reso prima in questa forma, a un personaggio centrale della storia sia nazionale che locale con il sostegno del Comando provinciale dei Carabinieri di Parma alla iniziativa in considerazione anche della ricorrenza nel 2024 dei 210 anni di fondazione dell’Arma.

Il percorso espositivo

La mostra ripercorrerà le tappe essenziali della eccezionale vicenda umana e professionale di Carlo Alberto dalla Chiesa attraverso una galleria di immagini di forte e immediato impatto visivo ed emozionale. A rendere il tutto ancora più vivo e coinvolgente, sarà lo stesso protagonista a “parlare” e a raccontarsi direttamente. Le immagini, infatti, saranno inframmezzate da una serie di citazioni tratte dai suoi discorsi più famosi, compreso l’ultimo tenuto a Palermo poco prima di cadere sotto i colpi della mafia.

Alla fine, insieme al carabiniere, al partigiano e al difensore instancabile della legalità e delle istituzioni democratiche, sarà quindi l’uomo a emergere secondo una chiave narrativa ritenuta la più adatta ed efficace per preservare e diffondere la straordinaria eredità morale e civile di un protagonista della nostra storia oggi più che mai attuale. Basti pensare che l’arresto del capo di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, è stato realizzato come ricordato dai vertici dell’Arma proprio attuando il metodo investigativo che porta il nome del Generale.

L’allestimento, progettato ad hoc sarà caratterizzato da una impronta rigorosa e al tempo stesso di forte e immediato impatto scenografico. Una serie di immagini riprodotte su grande formato e per lo più sconosciute al grande pubblico porteranno i visitatori a immergersi nell’universo umano e valoriale del personaggio, che sarà anche “fisicamente” presente grazie a contributi sia sonori che video.

L’effetto d’insieme sarà quello di un viaggio pieno di sorprese alla scoperta dell’uomo, del patriota, del partigiano, del Carabiniere, del martire Carlo Alberto dalla Chiesa e del suo peculiare e variegato rapporto con Parma.