Rispunta l’ipotesi diga sull’Enza: “Possibile soluzione siccità”

Provincia Nuova presenta una mozione a favore della diga sul Torrente Enza a Vetto: l’Autorità…

Provincia Nuova presenta una mozione a favore della diga sul Torrente Enza a Vetto: l’Autorità di Bacino del Po avvia una serie di studi 

PARMA | Siccità ed energia rinnovabile: la diga di Vetto – di cui si parla da oltre trent’anni – è stato oggetto di una mozione presentata nei giorni scorsi dai consiglieri di Provincia Nuova. Il dibattito sull’opera, che già in passato era stata oggetto di studi e progetti, è dunque riaperto: “Un’opera importantissima – ha commentato il commissario provinciale di Forza Italia Francesca Gambariniper la quale ci battiamo da anni a tutti i livelli istituzionali“. 

La realizzazione – prosegue la Gambarini – dovrebbe essere una priorità per la Regione“. Sono, infatti, parecchi anni che si parla della realizzazione di un bacino a Vetto che – in base agli studi già eseguiti – avrebbe un impatto positivo sul problema della siccità. Inoltre l’invaso consentirebbe di contenere le esondazioni e fornirebbe energia elettrica in modo sostenibile, con il conseguente aumento dei posti di lavoro e di turismo nel territorio montano. “Il progetto – prosegue la Gambarini – esisteva già, ma la Regione guidata dalla sinistra lo ha voluto bloccare e ha poi sempre osteggiato la sua eventuale ripresa“. 


Presentato uno studio sul Torrente Enza 

Ieri, nella Sala Pubblica Polivalente del Comune di Vetto l’Autorità di Distretto del Fiume Po ha presentato ufficialmente la tabella di marcia delle diverse fasi di lavoro che caratterizzeranno, entro il mese di dicembre 2019, lo studio finalizzato all’individuazione delle strategie per una migliore pianificazione idraulica-irrigua del territorio.

Le azioni che saranno individuate saranno volte a contemperare la naturale disponibilità di risorsa idrica, a salvaguardare l’economia a vocazione agroalimentare dell’area e il contestuale raggiungimento degli obiettivi ambientali prefissati. La necessità dello studio dell’Autorità di Distretto del Fiume Po competente – che restituirà entro l’anno il progetto di fattibilità alla Regione Emilia Romagna per la fase esecutiva – è nata a seguito delle evidenti alterazioni dei regimi idrologici causate dai mutamenti climatici e dal calo delle precipitazioni.

Foto: Giorgio Galeotti

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