ESSERE ANIMALI: dalla parte degli animali e contro la violenza | INTERVISTA

A dicembre 2016 l’associazione ha denunciato i maltrattamenti operati in un allevamento di maiali; gli animali erano destinati alla produzione del Prosciutto “crudele” di Parma

A dicembre 2016 l’associazione ha denunciato i maltrattamenti operati in un allevamento di maiali; gli animali erano destinati alla produzione del Prosciutto crudele di Parma

@AndreaAdorni @ChiaraCorradi

Nella società di oggi, senza punti di riferimento e certezze, è sempre più difficile trovare un ideale per cui battersi. Da qualche anno a questa parte, tuttavia, si assiste ad un interesse sempre più forte verso gli animali e i loro diritti, vuoi per un numero sempre più alto di animali domestici nelle nostre case, vuoi per una consapevolezza maggiore verso la sostenibilità alimentare. Su questo fronte sono state particolarmente rilevanti le azioni di filosofie come il vegetarianismo e il veganismo da una parte e la lotta di associazioni animaliste dall’altra.

Sull’onda di questo entusiasmo nel 2011 nasce Essere Animali, associazione che promuove cambiamenti politici e sociali in difesa degli animali. In questi anni il successo del loro operato è stato evidente, anche e soprattutto per la risonanza mediatica delle loro campagne. A partire da quella chiamata Visoni Liberi (link), per ottenere un divieto nazionale di allevamento di animali ‘da pelliccia’. In Italia infatti questa pratica è ancora permessa in circa 20 allevamenti di visoni, uno si trova anche in provincia di Parma, a Cella di Noceto.


Poi la campagna ViaDagliScaffali (link), condotta per convincere le catene della grande distribuzione italiana a cessare le vendite di foie gras. La produzione di questo cibo è vietata in Italia per la crudeltà con cui si ottiene: anatre e oche vengono ingozzate affinché il loro fegato si ingrossi di conseguenza. “Abbiamo reso pubbliche queste campagne diffondendo investigazioni, video e fotografie per far capire cosa accade agli animali per la produzione di pellicce e foie gras. Sono proprio queste investigazioni il nostro impegno principale e anche quello che riteniamo più importante, perché le persone hanno il diritto di avere queste informazioni“, spiega Simone Montuschi, portavoce dell’Associazione.

La consapevolezza passa dall’informazione

Diversi sono i canali d’informazione per diffondere i contenuti delle loro indagini. I media possono richiedere il materiale all’ufficio stampa o attingere dalle pubblicazioni del sito internet essereanimali.org. Ma l’azione dell’Associazione passa anche dalle pagine Facebook e Twitter, strumenti indispensabili per la comunicazione odierna. Inoltre Essere Animali promuove la scelta Vegan come azione concreta per opporsi alla sofferenza e all’uccisione animale. Diverse invece le città in cui è presente un presidio fisico: a Bologna e Milano due uffici; ma anche a Brescia, Ancona, Firenze e Bari. I gruppi locali organizzano azioni dimostrative quali flash mob, tavoli informativi ed eventi culturali su tematiche legate al mondo animale.

Il Prosciutto di Parma: inchiesta contro l’«allevamento degli orrori»

A dicembre 2016 l’Associazione riceve una segnalazione che invitava a verificare le condizioni di alcuni maiali allevati in uno stabilimento in provincia di Forlì-Cesena. Il team investigativo di Essere Animali, impegnato costantemente nel monitoraggio di allevamenti intensivi, si è recato sul posto e già dall’esterno, attraverso le finestre, ha osservato decine di animali con le orecchie completamente mangiate dai propri simili. Tali atti di cannibalismo sono una conseguenza delle condizioni di allevamento intensivo. Sono un fenomeno noto agli allevatori e per cui la stessa legge impone misure di prevenzione o attenuazione.

In quell’allevamento la situazione era gravissima – spiegano dall’Associazione – così ì nostri operatori hanno scelto di entrare. All’interno vi erano animali lasciati morire agonizzanti nei corridoi, ognuno di loro aveva sulle cosce il tatuaggio che lo contraddistingueva come futuro Prosciutto di Parma. Le mangiatoie interne ai recinti erano illegali. Tutti gli animali per legge dovrebbero potersi nutrire contemporaneamente, per evitare inutili aggressioni per il cibo. Viste queste condizioni di degrado abbiamo scelto di monitorare l’allevamento con l’utilizzo di telecamere nascoste, che hanno filmato trattamenti violenti degli operatori verso gli animali“.

Il lavoro è stato condotto per 6 mesi continuativi, con controlli settimanali nell’allevamento. Da qui è scattata una denuncia per presunte violazioni al decreto legislativo del 7 luglio 2011, numero 122 – “Norme minime per la protezione dei suini” e al decreto del 26 marzo 2001, numero 146 – “Protezione degli animali negli allevamenti” -, depositata, appunto, a dicembre 2016 al Corpo Forestale dello Stato di Forlì Cesena. Il controllo delle forze dell’ordine “ha portato al rinvenimento di 550 maiali stabulati in mezzo alle feci, malati o feriti. Il nostro impegno – proseguono – è ora quello di assicurarci che la questione assuma rilevanza anche in campo penale. Simili situazioni devono essere assolutamente considerate ‘atti crudeli compiuti senza necessità‘, due condizioni che la legge prevede affinché possa configurarsi il reato di maltrattamento di animali“.

Essere Animali: dalla parte degli animali, contro la violenza - INTERVISTA

Prosciuttocrudele“: una campagna contro la violenza nella produzione del Dop di Parma

Le immagini ottenute all’interno i quello che avevamo chiamato “allevamento degli orrori” oltre a determinare una denuncia legale, ha permesso  all’Associazione animalista di realizzare una denuncia sociale: prosciutto crudele (link). Migliaia di persone hanno potuto visualizzare – attraverso immagini e video andanti in onda anche sul Tg3, – ciò che in alcuni casi sta dietro alla produzione di un marchio DOP come il Prosciutto di Parma. “Questo – riferiscono gli animalisti –  sarà possibile fino a quando il sistema di allevamento sarà un sistema brutale per gli animali e, in un certo senso, anche per gli esseri umani chi vi lavorano, perché spinge alla desensibilizzazione. Certamente le condizioni di quell’allevamento erano particolarmente degradate, anche se purtroppo possiamo affermare che è una pratica consueta, anche in altri allevamenti non fornitori del Prosciutto di Parma“.

La legge tutela la violenza?

Parlando di animali in stato di sofferenza, secondo quanto riferitoci dagli attivisti di Essere Animali, il fenomeno è piuttosto esteso. Purtroppo sembrerebbe che le condizioni imposte dalla legge non permettano agli animali una vita dignitosa o addirittura consentano pratiche crudeli. “Ad esempio: per legge è possibile allevare una gallina per la produzione di uova in una gabbia dove non distenderà mai le ali, raccontano. “La stessa gallina viene mutilata del becco appena nata con un apposita macchina – proseguono dall’Assaociazione. È consentito amputare senza anestesia parte della coda dei maialini ed estrarne gli incisivi per prevenire il cannibalismo. È il sistema che è sbagliato. Il nostro invito è quello di agire in prima persona per essere promotori di un cambiamento che inizia a tavola“.

Calo dei consumi di carne: “aumenta il benessere per tutti”

Oggi sembra che il consumo di carne non sia una necessità per il nostro organismo. Secondo gli studi dell’Organismo Mondiale della Sanità la carne rossa lavorata, ad esempio, sarebbe cancerogena e di conseguenza un suo abuso può portare all’insorgere di alcune malattie. Inoltre “l’attuale consumo di carne dei paesi occidentali – riferiscono da Essere Animali – ha portato allo sviluppo di una tipologia di allevamento intensivo che è riconosciuta come la prima fonte di inquinamento, di emissione di anidride carbonica e di consumo di risorse idriche”. Lo scenario che ci si pone di fronte quindi è questo: in un pianeta che si appresta ad affrontare gravi problemi ecologici, un’alimentazione a base vegetale, oltre ad avere un minore impatto, può addirittura avere effetti benefici sulla nostra salute. In ultimo, ma non per importanza, c’è la salute animale.

L’industria parla di ‘benessere animale‘, ma in realtà questi sono privati della possibilità di soddisfare le minime esigenze etologiche. Per capirci: è legale confinare una scrofa per metà della sua vita in una gabbia grande esattamente quanto il suo corpo. La soluzione parrebbe allevare gli animali in modo più dignitoso. Ma è qui che, come associazione, cerchiamo di alimentare un dibattito ponendo domande che possono sembrare scomode. Perché, anche supponendo di allevare in modo dignitoso gli animali, dobbiamo ucciderli visto che potremmo farne a meno? Può la nostra abitudine ad un sapore giustificare l’uccisione di un animale?“, spiegano provocatoriamente gli operatori di Essere Animali.

Consapevoli che il consumo di carne sia molto radicato nella nostra società dall’Associazione promuovono fortemente la scelta vegan. Un cambiamento di questo tipo porta a scoprire cibi nuovi e a sperimentare ricette diverse. Anche se – ad onor del vero – sono molti i piatti tradizionali, che vengono realizzati unicamente con ingredienti vegetali. Oggi, poi, è possibile trovare prodotti vegan già pronti. “Per noi – concludono – non si tratta di voler imporre un modello alimentare, o di togliere alle persone ‘la libertà’ di mangiare carne. Vogliamo solo restituire dignità a quegli animali che vediamo rinchiusi negli allevamenti intensivi chiedendoci, tutti insieme, se sia giusto avere la libertà di ucciderli“.

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