Farina di grani antichi: l’Eredità di Marco Anedda – INTERVISTA
Dal 2011 Marco Anedda coltiva grani antichi nella sua azienda agricola; “Eredità dal passato” nasce a Montechiarugolo: non solo farine, ma anche pasta fresca fatta al momento
Dal 2011 Marco Anedda coltiva grani antichi nella sua azienda agricola; “Eredità dal passato” nasce a Montechiarugolo: non solo farine, ma anche pasta fresca fatta al momento
di Vanessa Allegri
“Il futuro dell’alimentazione deve basarsi su tradizioni e abitudini del passato”. Marco Anedda ha fatto di questa frase – contraddittoria solo in apparenza – il fulcro della sua attuale attività. Dopo quattordici anni in banca e la libera professione come consulente finanziario, Marco si trova di fronte ad un bivio. “Durante la crisi finanziaria del 2008 seguivo molte aziende – spiega. Il mio mestiere era diventato molto stressante; dovevo risolvere le problematiche tra banche e aziende. Ogni volta che entravo in banca soffrivo di acidità di stomaco. Avevo due alternative: cambiare vita o mettere in serio pericolo la mia salute“.
Dal passato un’Eredità importante da tramandare alle generazioni future
La scelta di Marco ricade su uno stile di vita più sano. Così tenta di rievocare i gesti, i sapori e i saperi di una volta. L’occasione gli viene offerta dal suocero, Pio Castellari, che anni prima aveva acquistato un
casolare con terreno a Montechiarugolo. L’obiettivo era quello di evadere dalla calura estiva della città nel fine settimana. Avviati i lavori di ristrutturazione Pio si ammala. È il 2010 e purtroppo non riesce a vedere il risultato finale. Nello stesso anno, Marco e sua moglie Daniela decidono di trasferirsi in quel casolare.
Così nel 2011 nasce l’azienda agricola “Eredità dal passato“; Marco intesta l’impresa alla figlia Maria Vittoria, per saldare il legame fra generazioni. L’azienda ha uno scopo preciso: privilegiare la qualità a discapito della quantità. Per questo punta tutto sui grani antichi. “Raccolgo il 30% in meno rispetto a chi coltiva il frumento tradizionale, motivo per cui il prezzo è più alto. I grani antichi non sono un’attività redditizia: li coltiva o un collezionista o un fuori di testa – afferma Marco sorridendo. Noi puntiamo a diffondere una cultura alimentare, che conduca a scelte salutari e consapevoli”.
Cose fatte come una volta: il piacere della riscoperta
“Non sono figlio di contadini, mio padre era medico, ma ho passato tutta l’adolescenza in campagna, nella frazione di Fontanini“, ricorda Marco. Tornare alla vita in campagna rappresenta un tuffo nella sua gioventù e riporta a galla ricordi ancora vividi. “Ho sempre amato i lavori manuali. Dopo aver fatto i compiti, passavo i pomeriggi sul trattore del mio vicino – racconta Anedda. Allora si faceva ancora tutto a mano: caricavamo l’erba sul carro col forcone, raccoglievamo i pomodori e mungevamo le mucche senza l’ausilio dei macchinari“.
Il piacere per le cose fatte come una volta non ha mai abbandonato Marco. Ma non si stratta solo di nostalgia, è anche un desiderio di riscoprire un sapere contadino che rischia di essere dimenticato. “I nostri vecchi erano saggi, sapevano quello che facevano e agivano in modo ragionato e programmato. Non si buttava via niente e si ottimizzava al massimo ciò che sia aveva, trovando soluzioni ingegnose”.
Celiachia, questa sconosciuta…una volta
Lo sviluppo della tecnologia e il consumismo sfrenato hanno causato secondo Marco conseguenze molto negative in campo alimentare. “Per aumentare la produzione il frumento è stato modificato geneticamente – commenta aspramente l’agricoltore – e per velocizzare la crescita si usano sostanze chimiche come il glifosato. Il risultato è un grano carico di glutine. Con il passare degli anni ha provocato intolleranze un tempo sconosciute, ad esempio la celiachia”. Detto ciò, è facile comprendere l’impegno di Marco per recuperare i grani antichi, ricchi di nutrienti e poveri di glutine.
Il suo prodotto di punta è una farina multiuso, ottenuta dalla miscela di quattro grani antichi: tre teneri e uno duro, tutti con certificazione biologica. Per la produzione del suo pane i dei suoi biscotti collabora con il Forno Fratelli Cervi, a Ciano d’Enza. Il metodo di lievitazione utilizzato è quello della biga. Gli ingredienti per l’impasto vengono suddivisi in due parti; la prima parte è impastata e fatta lievitare ventiquattr’ore, la seconda è assemblata successivamente e incorporata nel primo impasto. Per tramandare i suoi “segreti” Marco tiene corsi di panificazione in azienda.
Il carretto passava e quell’uomo gridava: pasta fresca!
L’invenzione che Marco rivendica con maggior orgoglio è il suo rimorchio. Qui ha creato un piccolo laboratorio ambulante dotato di mulino e macchina per la produzione di pasta fresca. “Inizialmente giravo i mercati contadini macinando i miei grani per vendere la farina – specifica. Ora preparo la pasta sul momento miscelando acqua e grano duro Senatore Cappelli. Ho quattro trafile e propongo un formato diverso ogni settimana. Entrambe le idee hanno avuto successo, tanto che fatico a soddisfare tutte le richieste”.
Il nuovo arrivato nella cascina di Montechiarugolo è il vino Ballerino, un rosso da tavola ottenuto da uve Lambrusco Maestri, con una parte di Barbera. Nel futuro di Eredità dal Passato ci sarà anche la birra, un sogno che Marco coltivava da tempo nella mente e che presto realizzerà anche sul campo.
Un’Eredità anche per il futuro
Nonostante il nome dell’azienda, Marco desidera sensibilizzare soprattutto i giovani. “Per vivere bene dobbiamo cambiare radicalmente la nostra alimentazione. È importante scegliere con cura ogni materia prima – afferma con forza Anedda. Un esempio? In giugno fate un giro in campagna e osservate i campi di grano. Se all’interno crescono i papaveri significa che sono privi di diserbanti. Lì potete comprare la farina. C’è una grande voglia di riscoperta del passato, serve però un cambio di mentalità“.
“Un tempo i cibi poveri erano quelli più genuini, ora invece i prodotti biologici costano il triplo. Ma è meglio spendere qualche euro in più oggi per evitare di spenderli domani in medicine. È un investimento nella nostra salute“. La strada da percorrere è lunga, ma la direzione è giusta. “Siamo molto soddisfatti di ciò che abbiamo creato – rivela Marco. Vorrei avere dieci anni in meno per dar forma a tutte le idee che mi passano per la testa. Questa attività mi piace tantissimo, mi rilassa e al tempo stesso mi affatica. Ma è una fatica che faccio molto volentieri“.
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