Fertility day, spieghiamo alla “super mamma” perché non facciamo figli
Una campagna sbagliata. L’opinione della parlamentare Patrizia Maestri: “Un errore sia nei contenuti che…
Una campagna sbagliata. L’opinione della parlamentare Patrizia Maestri: “Un errore sia nei contenuti che sul piano comunicativo“
di Luca Galvani – galvani@ilparmense.net
Infiamma la polemica in rete dopo le “cartoline” promozionali diffuse per la campagna sulla fertilità dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Dopo le accese proteste “sociali” la ministra è pronta a fare un passo indietro e rilanciare tramite Twitter: la campagna sul Fertility day “Non è piaciuta? Ne facciamo una nuova“.
Sembra stato dato già mandato da parte del Ministro di “rimodulare” il messaggio a favore del sostegno della natalità nel nostro Paese, una tematica che, al di fuori della polemica, sorge il sospetto non essere solamente questione pubblicitaria e di comunicazione.
Cosa ne pensa la nostra Politica? La parlamentare del partito democratico, Patrizia Maestri, è chiara: “la ministra Lorenzin affronta un problema vero con una campagna sbagliata sia nella comunicazione che nei contenuti”. La denatalità in Italia “non è ‘colpa’ delle donne – spiega Maestri – ma un problema serio strettamente legato all’assenza di servizi e di lavoro, alla disoccupazione femminile che in Italia è la più alta d’Europa“.
Un problema serio e strettamente legato all’assenza di servizi, di lavoro e alla disoccupazione femminile
Secondo Maestri, quindi, impostare una campagna che colpevolizza le donne come quella proposta è un errore sia nella forma che nel contenuto. Per aumentare la natalità nel nostro Paese servono investimenti diversi: “basterebbe prendere esempio da altri paesi Europei – sottolinea l’esponente Pd – dove le donne sono più occupate, ci sono maggiori aiuti alle famiglie e maggiore possibilità di lavoro part time; tutte politiche di welfare che portano ad una più alta propensione a fare figli e a costruire famiglie”.
Il problema è anche di tipo culturale legato alla concezione della donna in Italia: “nel nostro paese – spiega la deputata – è ancora radicato un modello antiquato e penalizzante in cui il lavoro di cura ricade tutto sulle madri. Questo fa sì che le donne, soprattutto le più giovani, si allontanino dalla maternità“.
Il giudizio sulla campagna di comunicazione lanciata dalla Lorenzin è chiaro: “Siamo davanti ad una campagna sbagliata nei contenuti ma anche nei messaggi, che evocano una società vecchia non corrispondente a quella attuale. Si propone la fertilità come un bene comune quando invece è una scelta personale e non certo un obbligo verso la società. Invito la ministra ad affrontare temi diversi come la salute sessuale e riproduttiva, e a sostenere la libertà di scelta delle donne e delle coppie“, chiude Patrizia Maestri.
ilParmense.net © 2016

