La Fornace di Ghiare diventerà un innovativo hub tecnologico: il progetto portato avanti dal Comune di Berceto, insieme ad Innovation Farm e il CNR dell’Università

Foto Credits: Archilovers

BERCETO | Alla base dell’innovativo progetto della Fornace di Ghiare, presentato nei giorni scorsi al CNR dell’Uiversità di Parma, c’è un cambiamento di mentalità. È questo ciò che il sindaco di Berceto Luigi Lucchi chiede agli imprenditori delle Terre Alte e ai suoi abitanti, affinché la montagna possa avere una nuova opportunità per ripartire e rinascere. “Se non viene più su nessuno, restiamo soli”: è stata la frase di un anziano abitante di Fugazzolo a far accendere in Lucchi la scintilla del cambiamento che si tradue in un importante progetto di formazione e sviluppo all’interno dell’antica fornace. 

L’obiettivo, che si concretizzerà anche nell’incontro del prossimo 11 ottobre con l’assessore regionale Patrizio Bianchi, è quello di trasformare la fornace di Ghiare in un hub tecnologico in grado di raccogliere le istanze di innovazione e di saper formare persone specializzate per lavorare nelle aziende del territorio. Uno spazio aperto, moderno, dedicato alle start-up e alle imprese che sappia creare competenze di alto livello in un ambiente ottimale e facilmente raggiungibile dalla città tramite la stazione ferroviaria e il casello dell’A15.

Una sfida importante – afferma il sindaco Luigi Lucchi – per Berceto e per le Terre Alte a cui nessun Comune ha mai pensato“. Lucchi, insieme agli imprenditori di Innovation Farm che supportano il progetto e all’IMEM dell’Università di Parma, intende dar vita all’economia della conoscenza: “Un punto di vista, se vogliamo, romantico ma che ci fa capire come in luogo come il Comune di Berceto potrebbero vivere 7000 persone se queste fossero formate in maniera adeguata. Se la forza dell’Italia è la diversità, allora il nostro Comune ha un valore immenso“, prosegue il primo cittadino bercetese. 

Gli obiettivi dell’economia della conoscenza

A spiegare meglio il concetto di rivoluzione 4.0, cioè quella tecnologica, sono Franco Bercella, vice presidente di Innovation Farm e Nicola Coppede, ricercatore dell’IMEM di Parma. “Non vogliamo dare false speranze – dichiara Bercella – ma un diverso modo di fare impresa“. Il percorso di Innovation Farm è iniziato nove anni fa insieme all’Istituto Gadda di Fornovo con la realizzazione di corsi di specializzazione che formassero tecnici qualificati per lavorare nelle aziende del territorio: “Da qui parte l’idea della fornace come un centro che fornisca le giuste competenze per lavorare nelle nostre aziende“. L’esempio è concreto: nelle valli possono esserci dieci disoccupati in cerca di lavoro e aziende che cercano dieci persone da assumere, ma se queste non hanno le competenze i dieci disoccupati rimarranno senza lavoro e le aziende senza lavoratori: “Ecco perchè – conclude Bercella – vogliamo una formazione che sia in grado di dare lavoro alla nostra gente“. 

Siamo aperti a tutte le idee e le proposte – conclude Nicola Coppede del CNR – ma vogliamo sfruttare l’incontro dell’11 ottobre per mettere insieme quello di cui imprenditori e residenti nel territorio hanno bisogno in modo da colmare le necessità di preparazione delle persone e far trovare all’Università tematiche a cui dare risposta“. Tra gli obiettivi dell’economia della conoscenza c’è la creazione di una scuola superiore – dopo il liceo – che formi i giovani della città che amano la montagna e che insegni loro come meglio utilizzare le risorse del territorio comunale bercetese, come la biodiversità, le energie rinnovabili, l’allevamento, la caccia, il governo del bosco, la filiera del legno, le produzioni tipiche e molto altro. 

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