Fornovo, aggressione in pieno centro; parla la vittima
Parla l’aggredito di sabato scorso in Via Veneto. Lo chiamano Caronte e dice di aver visto l’inferno […]
di Cesare Groppi
Fornovo Taro, preoccupante aggressione in pieno centro
Parla l’aggredito di sabato scorso in Via Veneto. Lo chiamano Caronte e dice di aver visto l’inferno, pensa ad uno scambio di persone e non è tranquillo perché potrebbe succedere ancora. Vive letteralmente nella paura, non è andato a fare bancomat, e nemmeno gli hanno chiesto dei soldi.
La moglie era influenzata, e lui e andato a fare la spesa al supermercato oltre il ponte. Erano pochi minuti dopo le 18, sull’imbrunire, piovigginava, ed era indeciso se andare a prendere un caffè dall’altra parte della strada.
Nel parcheggiare ha notato una macchina dietro con i fari accesi. Sembrava che andasse via. Ha sentito aprire la portiera, pensando ad uno scherzo di un suo amico. Invece, si è ritrovato con la canna di una pistola vicino ai denti.
Il malvivente gridava in Italiano: non muoverti, stai fermo lì, dove sei, bastardo. Il 55 enne di Fornovo ha reagito subito, allontanando l’arma dal viso. E’ nata una colluttazione ed è rimasto ferito allo zigomo con il calcio della pistola.
L’altro malvivente sulla macchina, da dietro si è fatto avanti, stringendo l’aggressore contro la portiera aperta. Indispettito dall’infelice manovra, gli urlava ripetutamente “va indietro”. Hanno mollato la presa e se ne sono andati.
Caronte aveva ancora le cinture allacciate e non è riuscito a rincorrerli. Forse è stato meglio. Avrebbero potuto sparargli se non era una scacciacani.
Evidentemente, gli aggressori non si aspettavano questa reazione. Il malvivente era in piedi, mentre Caronte era seduto e pensava alle mani e alla pistola dell’aggressore, e non ha potuto vederli. Poco dopo è passata la macchina dei vigili, fermata dalle persone che hanno assistito alla scena.
Infine, con l’ambulanza è stato trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale di Parma. Ha rimediato 5 punti di sutura allo zigomo destro, una ferita alle labbra, e le dita delle mani ancora gonfie per la violenta lotta. Ha sbattuto anche contro la portiera della macchina che per l’urto non si chiude più.
Domenica mattina alle 8,30 si è recato in Caserma per le dichiarazioni e le domande di rito. In particolare se ha il vizio del gioco o debiti. La moglie è molto preoccupata e non vorrebbe che venisse rivelata l’identità del marito per paura di una ritorsione. Caronte è un duro e non ha paura.
Di Cesare Groppi

