Il Tempio Zen Fudenji ha ospitato la cerimonia di consegna delle cinture degli allievi del Maestro Davide Albertini, insegnante di Judo all’Ego Village di Collecchio
di Vanessa Allegri
FIDENZA – Domenica 28 maggio il Tempio Zen Sōtō Fudenji di Bargone è stato invaso pacificamente da un esercito composto da piccoli e grandi judoka. L’occasione era la cerimonia di consegna delle cinture che ha visto protagonisti gli allievi del Maestro cintura nera 5° Dan Davide Albertini, affiancato nell’insegnamento presso l’Ego Village di Collecchio da Vanessa Allegri e Giuseppe Mattia Riccardi. Sorto trent’anni fa sulle colline a metà strada tra Fidenza e Salsomaggiore, Fudenji ha accolto per il sesto anno consecutivo questo importante evento, offrendo sia ai partecipanti che agli spettatori intense emozioni e inediti spunti di riflessione.
Introduzione allo Zazen

Lavoro e Verità Leggendaria
In seguito, nella Sala della Fenice, i praticanti hanno incontrato il Maestro Fausto Taiten Guareschi – fondatore nonché Corpo-Mente-Cuore di Fudenji – ascoltando con attenzione il suo intervento incentrato sull’importanza del Lavoro e sulla commistione tra Verità e Leggenda. Chi pratica Judo impara sul tatami e sulla propria pelle cosa significhi lavorare e sudare per raggiungere un obiettivo. Nel Judo come nella vita, ogni azione va eseguita con lo Spirito giusto, senza mai pensare di aver raggiunto la perfezione. L’atteggiamento da assumere è di costante ricerca dello Spirito e Spirito di ricerca.
Da non tralasciare, anzi da esaltare, è anche l’elemento della Narrazione. “Quando la Leggenda incontra la Verità, vince la Leggenda”, sottolinea Taiten Guareschi citando il film western “L’uomo che uccise Liberty Valance”. L’umanità si nutre da sempre di racconti epici e storie mitologiche e la loro trasmissione dalle vecchie alle nuove generazioni è fondamentale per la creazione di un immaginario collettivo condiviso. Per la nascita di una Comunità.
La pacifica invasione
A partire dalle 15,30 i giovani judoka di bianco vestiti iniziano ad arrivare, impazienti di ricevere la nuova e meritata cintura. Il Maestro Guareschi si rivolge ora a loro, mettendoli in guardia sull’importanza di ciò che sta per accadere. La cintura che cingerà i loro fianchi, infatti, racchiude in sé un significato sacro. Un lembo della cintura rappresenta la Saggezza, l’altro la Misericordia. Unendosi in un nodo, queste due virtù si fondono in un abbraccio e sostengono moralmente chi le indossa. Un grande onore quindi, a cui deve corrispondere altrettanta responsabilità.
Forti di questa nuova consapevolezza, gli allievi eseguono in modo ordinato e attento la dimostrazione preparata insieme agli insegnanti, mostrando con orgoglio ai genitori ciò che è stato appreso durante un anno di Judo. Infine, arriva il momento tanto atteso. Sul tatami vengono stesi tre tappeti rossi e alla fine di ognuno viene posizionato un panchetto. Il Maestro Guareschi benedice con un filo d’incenso ogni cintura, per poi porgerla agli insegnanti. È commovente la rapidità con cui ogni bambino corre verso l’insegnante che ha pronunciato il proprio nome, sale sul panchetto, slega la vecchia cintura e contempla quella nuova con uno sguardo colmo di gioia e fierezza.
Il Judo alle Superiori
Dopo aver consegnato a tutti i bambini la cintura nuova, il Maestro Davide Albertini prende la parola per consegnare un attestato di partecipazione all’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Carlo Emilio Gadda di Fornovo, con cui è stata avviata nel mese di maggio una collaborazione che ha permesso ad alcuni studenti di praticare Judo dopo l’orario scolastico. A ritirare la stampa raffigurante due lottatori di Sumo che riconosce all’Istituto il grado di 5° Kyu (cintura gialla) è la Dirigente Scolastica, Prof.ssa Margherita Rabaglia, determinata sostenitrice del progetto. L’ultimo a ricevere la cintura è invece Giuseppe Mattia Riccardi (ex-studente del Gadda) il quale, dopo un anno di impegno e dedizione, è riuscito ad ottenere il grado di Shodan, cintura nera 1° Dan.
Il sogno di… un Dojo
Infine, a nome di tutti i judoka, il Maestro Albertini ha consegnato nelle mani del Maestro Fausto Taiten Guareschi un vecchio coppo firmato sia dagli insegnanti che dagli allievi e accompagnato da un’offerta per la futura costruzione di un Dojo dedicato alle arti marziali all’interno di Fudenji. La prima tegola del tetto c’è, ora non resta che costruire solide fondamenta di principi morali ed erigere mura fatte di sogni e benevolenza in grado di abbattere tutti i muri del pregiudizio e le barriere mentali che ci impediscono di convivere civilmente. Perché solo chi è in grado di combattere può scegliere la Via della Pace.