I garganelli fatti in casa: la ricetta originale con prosciutto di Parma

Quando si pensa a un formato di pasta rappresentativo dell’Emilia-Romagna, la scelta ricade quasi automaticamente…

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Quando si pensa a un formato di pasta rappresentativo dell’Emilia-Romagna, la scelta ricade quasi automaticamente sui tortellini, che però non sono gli unici a meritare attenzione. Questa regione, infatti, annovera tra i suoi formati di pasta tipici anche i garganelli, che sono simili ai maccheroni ma con una striatura esterna (e chiamati per questo anche “maccheroni al pettine”), che li rende simili nella forma all’esofago del pollo, che in dialetto romagnolo viene chiamato proprio “garganello”.

L’origine dei garganelli romagnoli

Come ogni tradizione culinaria italiana che si rispetti, i garganelli hanno alle proprie spalle secoli di storia grazie a un’origine che viene fatta risalire addirittura al 1700. In quel periodo, a regnare la città di Ferrara era la famiglia Bentivoglio, per la quale ogni occasione era buona per sfoggiare i propri lussi: anche a tavola, dunque, i cibi dovevano essere complessi ed elaborati, pasta inclusa, sempre presente nei piatti romagnoli.


Secondo la leggenda, un giorno la cuoca della famiglia Bentivoglio, mentre preparava i cappelletti da fare in brodo stendendo i quadratini sui quali avrebbe poi messo il ripieno, si distrasse e un gatto rubò gran parte del ripieno di carne, costringendola a lavorare con ciò che era rimasto e ad arrotolare quindi la pasta in eccesso su una canna sottile, per poi rigarla con il pettine di un telaio. Nacquero così i garganelli, apprezzatissimi alla corte dei Bentivoglio e che si diffusero poi anche sulle tavole dei ceti più poveri, per via del costo minore della pasta senza ripieno.

Come preparare i garganelli fatti in casa con prosciutto di Parma

Preparare i garganelli è molto semplice, per via dei pochi ingredienti richiesti, dunque anche piuttosto economico. Questo tipo di pasta viene realizzato con un impasto fatto di farina e uova, arricchito però con una parte di farina di semola di grano duro rimacinata, per darle maggior capacità di assorbire il sugo; se si vuole ottenere un risultato coi fiocchi, l’ideale è utilizzare una farina di semola di grano duro rimacinata che, come quella della Molisana, sia stata prodotta con un antico procedimento noto come decorticazione a pietra.

Come procedere? Prima di tutto bisogna disporre i due tipi di farina su una spianatoia, lasciando un foro al centro dentro il quale disporre quattro uova, per poi impastare il tutto prima con una forchetta e poi con i palmi delle mani fino ad ottenere un panetto liscio e amalgamato, che dovrà essere fatto riposare coperto per 30 minuti. Una volta stesa in forma rotonda con un mattarello fino a raggiungere uno spessore di 2-3 millimetri, bisognerà tagliare la pasta in quadratini di circa 3 centimetri di lato, per poi posizionare ogni quadratino sull’apposito pettine e arrotolarlo intorno a un bastoncino, ripiegandolo nella forma tipica. Infine si dovrà far ruotare il bastoncino su sé stesso sopra al pettine applicando una leggera pressione e, una volta che il garganello verrà sigillato, sfilarlo e lasciarlo asciugare per almeno 30 minuti prima di cuocerlo.

Nonostante ammettano molti condimenti, i garganelli sono ottimi anche conditi semplicemente con il prosciutto di Parma tagliato a listarelle e fatto scaldare in una casseruola con del burro, per poi essere arricchiti con del Parmigiano grattugiato e pepe.

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