Il castello di Montechiarugolo, i segni di un’antica fortezza
Foto tratta da www.castellidelducato.it

Il castello di Montechiarugolo, i segni di un’antica fortezza

È difficile stabilire quando iniziò la storia del castello di Montechiarugolo, anche se dagli Statuti parmigiani si apprende che nel 1255 il Comune di Parma cedette il feudo alla famiglia Guidanselmi, un ramo dei Sanvitale. L’acquisizione comprese la corte e un castello. Questo è il primo documento ufficiale che testimonia la presenza di un luogo forte nella zona, che fino al 1313 sarà proprietà degli stessi Sanvitale. Il 31 Ottobre di quell’anno al termine di una guerra combattuta contro il Comune di Parma, iniziata per differenti visioni politiche e dopo un lunghissimo assedio, Giovannino Sanvitale cadde in battaglia insieme ai suoi possedimenti, il castello e l’alto mastio furono distrutti.

La ricostruzione del castello non fu repentina, passarono infatti circa 150 anni dalla distruzione prima di una nuova edificazione. Saranno  i Visconti, Duchi di Milano, ad iniziare i lavori nel XIV secolo, stanziando un presidio e un esiguo numero di difensori. La mossa non fu saggia e prima i Rossi con i Correggeschi, poi i Terzi, s’impadronirono di Montechiarugolo e del suo forte. Nonostante ciò la famiglia Terzi fu riconosciuta ufficialmente dai Visconti e la signoria concessa.

Appartengono a questo periodo i lavori che faranno di Montechiarugolo un luogo fortificato per eccellenza, dando vita ad un complesso di strutture così imponenti e ambiziose da rendere riduttivo l’appellativo di “castello”, si ergeva nel centro del borgo una vera e propria “fortezza”. Seguiranno inevitabilmente anni di tranquillità fino al 1449, quando morì l’artefice di questa grande opera: Guido Torelli. Ma il lavoro svolto non era andato perduto, l’Imperatore del Sacro Romano Impero Federico III concesse ai due figli Cristoforo e Pier-Guido l’investitura a feudo, collocando così Montechiarugolo fra i possedimenti imperiali.

Nel 1500 si assiste ad un duro attacco francese a Montechiarugolo con un intenso bombardamento che non lasciò scampo ai difensori, ne conseguì l’espropriazione ai Torelli e la conquista del feudo del re di Francia. Per una decina d’anni rimase di proprietà francese, fino a quando Francesco Torelli non lo riacquistò, spoglio di tutti i suoi averi e fortemente compromesso dai colpi dei cannoni.

Il 1600 sarà un secolo d’oro per il castello di Montechiarugolo, con la signoria affidata ad un grande umanista: Pomponio Torelli. Per lui essere cavaliere non significava assaltare nemici, al contrario fu un fervente promotore di un grande rinnovamento culturale del feudo e di quell’edificio che ne svettava al centro. Conferì in questo modo l’aspetto attuale alla “fortezza”, attraverso lavori di ristrutturazione, abbellimento e decoro, chiamando a corte per questo scopo musicisti, pittori, scultori e letterati rendendo l’edificio il suo “rifugio sicuro di letteratura e di tutte le virtù”. Suo figlio Pio Torelli ereditò il feudo nel 1608, ma perì insieme ai Sanvitale di Sala Baganza e di Fontanellato nella cosiddetta “congiura dei Feudatari”, ordita da Barbara Sanseverino ai danni del duca Ranuccio I Farnese. Tutti i beni vennero confiscati ponendo così fine all’esistenza della contea di Montechiarugolo.

Con l’annessione del Ducato di Parma al nuovo Regno d’Italia, il castello di Montechiarugolo diventò proprietà dello Stato, che lo mise in vendita, nel 1864 venne acquistato da Antonio Marchi. La famiglia Marchi è ancora oggi proprietaria del castello.

Dell’antica fortezza oggi rimane integra solo la rocca: le mura che circondavano l’intero borgo sono ridotte ad alcuni ruderi malamente riconoscibili. Il castello, al contrario, rappresenta una vastità di strutture perfettamente conservate, conferendo agli studiosi particolari architettonici del XIII e XVII secolo che nessun’altra struttura sul territorio possiede.

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