Il Club dei 27 e Giuseppe Verdi: una passione senza confini da oltre 60 anni | INTERVISTA
Ventisette scranni in legno, ognuno dei quali reca il nome di un’opera del Maestro Giuseppe…
Ventisette appassionati verdiani, ognuno con il nome di un’opera: dal 1958 la passione per il Maestro trasmessa dal “Club dei 27”
Ventisette scranni in legno, ognuno dei quali reca il nome di un’opera del Maestro Giuseppe Verdi, affiancati da ventisette statue “donate da Don Carlos”, copie di quelle che affiancavano il Monumento a Verdi all’uscita della stazione (di cui è rimasta l’ara centrale in Pilotta) e che sono state ottenute dai calchi originali dello Ximenes: si presenta così, appena entrati, quello che tutti definiscono come “covo verdiano”, la sede del Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27.
Una storia, la loro, che inizia nel 1958 alla Grotta Mafalda, quando un gruppo di appassionati verdiani guidati dal titolare del locale – Emilio Medici – decide di unirsi in un club: nasce così l’associazione di appassionati verdiani “Grotta Mafalda”. “Quella sera ho accompagnato mio padre alla Grotta Mafalda – racconta ‘Un giorno di regno’ Enzo Petrolini, oggi presidente del Club – e ricordo la magia di quel momento. Ero un bambino e rimasi affascinato da quella prima riunione: da un cilindro, proprio come quello del Maestro, vennero estratti a sorte i nomi dei soci: ognuno corrisponde ad un’opera di Verdi e uno alla Messa da Requiem”. Ed è con quei nomi che, ancora oggi, si presentano i membri del Club: c’è “Aida”, “Trovatore”, “Traviata”, “Rigoletto”, “Nabucco”.
Ogni giovedì sera le ventisette opere si ritrovano nella sede del Club per parlare delle loro attività, ascoltare musica, ricevere le visite di alcuni tra i nomi più importanti del mondo della lirica e anche le esibizioni di giovani artisti. Negli anni successivi alla fondazione l’associazione di appassionati verdiani cambia diverse sedi, prima di approdare nel 1974 in via Farini: è il momento della svolta. Da quel momento, infatti, l’associazione cambia nome e diventa “Gruppo Appassionati Verdiani – Club dei 27”, si dota di uno statuto sociale e inizia a creare e sviluppare alcune delle attività più significative, tra cui l’onorificenza “Cavaliere di Verdi” ed il concorso a premi “Tu conosci Verdi?”. “L’attuale sede – prosegue il presidente – è nata da una proposta del sindaco Ubaldi che, nel 2006, ha fatto ristrutturare i sotterranei della Casa della Musica a Palazzo Cusani. Oggi disponiamo di uno spazio più ampio e la nostra sede è stata anche oggetto di visite in occasione di alcune manifestazioni culturali parmigiane”.

10 ottobre e 27 gennaio, due date da ricordare
Due gli appuntamenti annuali a cui i soci del Club non mancano mai: il 10 ottobre e il 27 gennaio. La prima data è quella della nascita del Maestro Verdi, la seconda quella della sua scomparsa. “Il 10 ottobre – spiega ‘Aida’, il vice presidente Stefano Bianchi – portiamo 27 rose rosse alla Casa Natale del Maestro a Roncole Verdi, poi il nostro omaggio si sposta a Parma, davanti al Monumento a Verdi in Pilotta e infine nella nostra sede dove brindiamo con i nostri storici boccali”. Spostando lo sguardo nel “covo verdiano” si incontrano anche i boccali di cui parla Aida: vengono usati una volta all’anno e su ognuno di essi è scritto il nome di una delle 27 opere. “Il 27, invece, portiamo a Roncole una corona d’alloro e poi alcuni di noi si recano a Milano per un omaggio al sepolcro di Verdi a Casa Verdi”, prosegue. L’inno del gruppo, che viene cantano anche in solenni occasioni come quelle citate sopra, è il “Va’ pensiero”, il coro del Nabucco e una delle arie di Verdi più conosciute al mondo. “Lo abbiamo cantato anche a New York, alla Verdi Square, una piccola piazza dedicata al Maestro dove nel 2017 abbiamo portato delle rose e visitato il monumento”, aggiunge ‘Un giorno di regno’.
Se nel 1958 le opere verdiane erano state sorteggiate, oggi ogni socio assume il nome dell’opera lasciato libero, per motivi diversi, dal socio precedente e lo mantiene fino a quanto rimane all’interno del Club. “Don Carlos (Alberto Michelotti, ndr) è il socio più anziano: fa parte del Club da 45 anni e quest’anno lo premieremo; mentre l’ultimo arrivato è Nabucco (Massimiliano Palmieri, ndr) che è succeduto a Nicandro Gelati, oggi Nabucco Decano”. La domanda di ammissione al Club deve essere presentata da uno o più soci già presenti tra i 27 e approvata da 21 soci su 27. “I membri – afferma ‘Il trovatore‘, Andrea Begani – non devono essere dei professionisti, ma degli appassionati di musica verdiana. Ai professionisti abbiamo dedicato il titolo di ‘Cavaliere di Verdi’, che viene assegnato dal 1975 ogni qualvolta riteniamo che una personalità nella sua vita o attività abbia onorato e diffuso in tutto il mondo il nome e le opere del Maestro”. I volti dei Cavalieri di Verdi sono appesi ad una delle pareti della sede del Club e tra questi si riconoscono artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Renata Tebaldi, Renato Bruson, Carlo Bergonzi, Riccardo Muti, Placido Domingo, Josè Carreras e Michele Pertusi “l’unico ad averlo ricevuto due volte, perché la prima volta era uno dei coristi della Corale Verdi, anche lei insignita del titolo”, specifica ‘Un giorno di regno’ che racconta anche il momento della consegna del premio a Domingo: “Emozionante. Lui si è commosso quando abbiamo cantato insieme il ‘Va’ pensiero”.

Il concerto benefico “Fuoco di Gioia” e altre attività
Numerose le attività che il Club dei 27 organizza per diffondere e far conoscere la musica di Verdi. Tra queste “Fuoco di Gioia”, il concerto benefico curato dal responsabile artistico del Club Paolo Zoppi alias ‘Falstaff‘ che andrà in scena il prossimo 16 ottobre al Teatro Regio di Parma e che vedrà la partecipazione di celebri interpreti verdiani e della filarmonica dell’opera italiana “Bruno Bartoletti”. “Il primo anno, in occasione del bicentenario della nascita di Verdi nel 2013, i proventi di ‘Fuoco di Gioia’ sono andati alla casa di riposo di Verdi a Milano e il nostro nome è nell’albo d’oro dei benefattori; poi abbiamo scelto di donare il ricavato alle Istituzioni locali e negli anni successivi abbiamo scelto il Centro Antiviolenza e l’Associazione ‘Tommy nel cuore’. Quest’anno – spiega ‘Aida’ – lo devolveremo alla raccolta fondi per la ristrutturazione della Chiesa di San Michele Arcangelo a Roncole Verdi, dove il Maestro ha mosso i primi passi nel mondo della musica e ha imparato a suonare l’organo”.
Tra le altre attività portate avanti c’è anche un palco all’opera dove i soci del Club raccontano le opere verdiane, in una suggestiva visita guidata in un palco del Teatro Regio. Il prossimo 22 maggio, inoltre, ci sarà la premiazione del concorso “Tu conosci Verdi?”, giunto alla trentacinquesima edizione: le classi quarte e quinte delle scuole di Parma e Provincia hanno partecipato con elaborati – disegni o testi – sulla figura o sulle opere del Maestro. “Come volontari – spiega ‘Simon Boccanegra’, il consigliere Fausto Zatorri – andiamo nelle scuole e facciamo conoscere le opere ai ragazzi. Oggi, grazie alla strumentazione che mette a disposizione la scuola e al lavoro delle insegnanti che preparano i bambini, è più facile trasmettere la nostra passione e creare empatia verso Verdi, che è comunque una musica molto diversa da quella ascoltata dalle nuove generazioni”. “Trasmettiamo – afferma ‘Un giorno di regno’ – l’herpes verdiano’”. Oltre al concorso, alcune insegnanti chiedono di mettere in scena delle piccole rappresentazioni nelle scuole, sul tema verdiano e sugli incontri svolti con i membri del Club: e così, dalla fervida fantasia di ‘Giovanna d’Arco‘ – al secolo Fernando Zaccarini-, sono nati “Un rigoletto riletto e riscritto da noi”, “La saga delle 27 opere di Verdi”, “Le tre traviate” e molti altri. Un’altra delle attività è quella riservata alla terza età, che si sviluppa con una convenzione con Asp Ad Personam e che permette ai soci di passare un pomeriggio nelle case di riposo, spiegando un’opera e facendo ascoltare brani verdiani. Lo scorso marzo, infine, per la settima volta il Club dei 27 ha organizzato il concerto “I giovani per Verdi”: “Quello della musica – conclude ‘Aida’ – è un mondo in cui è difficile entrare: nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare i giovani talenti con questa iniziativa; un concerto in cui si cimentano in arie verdiane e hanno la possibilità di farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico. Molti di questi ragazzi oggi hanno una carriera di calibro internazionale e calcano le scene dei più importanti teatri del mondo”.

Il Club dei 27, oltre ad essere presente sul web www.clubdei27.com, da alcuni anni si affacciato sul mondo dei social con la pagina Facebook ‘Club dei 27 appassionati verdiani’ ed il profilo Instagram clubdei27_appassionativerdiani.

