Intercity soppressi, Massari interviene in difesa dei pendolari
Il Sindaco di Fidenza scrive a Trenitalia e al Ministro Graziano Delrio per difendere le corse dei treni: “Pieno sostegno ai pendolari”
Il Sindaco di Fidenza scrive a Trenitalia e al Ministro Graziano Delrio per difendere le corse dei treni: “Pieno sostegno ai pendolari”
“A Trenitalia e al Ministero ho parlato come Sindaco di una Città in cui per la mobilità ferroviaria sono giunti importanti risultati“, esordisce così Andrea Massari. Nei giorni scorsi il Sindaco di Fidenza aveva scritto ai vertici di Trenitalia e al Ministro Graziano Delrio. L’obiettivo è quello di sostenere l’azione dei pendolari contro la cancellazione di corse Intercity molto importanti.
“La stazione di Fidenza – continua Massari – è sempre più un punto di riferimento per un bacino molto vasto. Di studenti, lavoratori e cittadini che utilizzano il treno per i loro spostamenti. La soppressione di corse Intercity come il 583 o il 590 rappresentano un problema serio“. Un plauso, in questo senso, Massari lo rivolge ai parlamentari parmigiani. Maestri, Romanini e Pagliari hanno, infatti, raccolto l’appello dei pendolari.
Una prima risposta alla lettera di Massari, è arrivata dall’Ad di Trenitalia. Barbara Morgante ha confermato l’intenzione del colosso ferroviario di arrivare ad una soluzione positiva. “Ma giustamente – afferma Massari – occorre conoscere il contenuto contratto di servizio. E avere la piena garanzia di non soppressione delle corse“.
Interventi importanti per la Stazione di Fidenza
Tra i risultati ottenuti dal Comune per la stazione vi sono gli interventi di riqualificazione del fabbricato viaggiatori. Ma anche il rialzo delle banchine sui binari passeggeri della stazione. “Interventi come questi – conclude Massari – consentiranno una migliore fruibilità a tutti. A cominciare dall’utenza diversamente abile. Parliamo di milioni di euro di investimenti. Un buon livello della mobilità ferroviaria rappresenta uno strumento per rendere queste conquiste a servizio di tutti. Un Paese moderno che vuole una mobilità moderna, deve riconoscere tutto questo, tutelando servizi essenziali“.
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