INTERVISTA – Gal, lavoro e spopolamento secondo Alessandro Cardinali

Tanti gli argomenti trattati dal Consigliere Regionale; Cardinali: “Spopolamento? Dobbiamo tornare indietro di vent’anni, quando le…

Tanti gli argomenti trattati dal Consigliere Regionale; Cardinali: “Spopolamento? Dobbiamo tornare indietro di vent’anni, quando le nostre industrie hanno iniziato a spostarsi”

I fondi del GAL del ducato possono essere da volano per le esigenze di comunicazione del nostro territorio. Lei è d’accordo? È disposto a spendersi personalmente per far sì che arrivino questi fondi?

“I fondi sono già stati ufficializzati dalla Regione quando è stato approvato il PAL, che è il Piano Programmatico Locale del GAL del Ducato, ovvero la realtà che coinvolge i territori di Appennino di Parma e Piacenza. I fondi sono stati individuati e quando vennero fatti i tavoli tecnici abbiamo insistito, io in particolare, perché ci fossero momenti di comunicazione finanziabili all’interno di questo piano.

Adesso ci sono, verranno predisposte le prime azioni di regia diretta di preparazione del piano e poi avremo già da fine anno i bandi che si metteranno a disposizione delle aziende private e degli enti pubblici sui temi della comunicazione turistica. Io sono assolutamente d’accordo che si faccia comunicazione turistica però bisogna ormai farla di qualità, integrata, in rete con altri. Deve essere una comunicazione in grado di inserire tutte le opportunità turistiche che il territorio offre in una grande rete e siano anche in contatto con i buyer principali. È da quelli che oggi e da ciò che può essere offerto che oggi si ha l’opportunità di avere clienti di tutto il mondo”.


Qualora questi fondi venissero stanziati, considerate le varie realtà presenti sul territorio, quale crede sia l’identikit della struttura che meglio di tutte è attrezzata per svolgere questa attività?

Noi dobbiamo lavorare con persone formate, dobbiamo avere il coraggio di aprirci anche a persone non del territorio ma che abbiano una vera conoscenza del turismo. Io ho incontrato, insieme al Consorzio Love Taro&Ceno, un rappresentante di una realtà privata che sta lavorando in modo analogo su Modena. Loro stanno cominciando a vendere, dopo circa otto anni di lavoro, al mondo straniero l’Appennino Modenese, collegandolo alla sua città, mettendolo in rete con le sue iniziative ma facendo crescere quella cultura dell’accoglienza che il nostro territorio deve saper apprezzare. Questa è la vera scommessa, per fare questo bisogna crescere professionalmente e su questo ci sono dei soldi da investire”.

LTC ha attivato uno sportello, con la collaborazione di due suoi soci: CNA e Terzo Centro Europroject, per accogliere le richieste dei propri soci e svolgere per loro le pratiche. Crede sia possibile creare un collegamento tra LTC e la Regione per poter svolgere al meglio questo lavoro?

La regione ha un progetto in essere che riguarda tutti i temi europei legati ai bandi, ce l’ha sia in assessorato Agricoltura che in assessorato Attività Produttive. Io penso che il collegamento si possa creare, in accordo anche con le associazioni di categoria, sia dell’artigianato che del commercio e del turismo. In questo modo si ha l’opportunità di aiutare, quando escono dei bandi, le forze economiche del territorio. Molte volte un bando può sembrare semplice ma presenta sempre una sua complessità a cui si può sopperire lavorando con chi è abituato a farlo e creando una rete nelle partecipazioni del bando. Sul turismo credo molto nella possibilità dei bandi a cui partecipano delle reti d’impresa perché l’idea della rete è utile per dividere la mole di lavoro e distribuire i benefici del bando”.

LTC presenterà al GAL e in Regione i propri progetti per lo sviluppo di attività e per la promozione dei pacchetti. Come i Comuni potrebbero essere gli estensori della richiesta di finanziamenti al GAL e come potrebbero contribuire al reperimento di questi fondi?

Su alcuni bandi i Comuni hanno finanziamenti superiori rispetto ai privati e quindi si potrebbe approfittare, in modo particolare su quelli della comunicazione e della promozione, per utilizzare la progettualità che Love Taro&Ceno possiede. La presentazione della domanda potrebbero farla direttamente i Comuni o le Unioni dei Comuni avendo così l’opportunità di avere meno bisogno di cofinanziamento, rispetto al Consorzio che può poi essere ente attuatore ed ente che insieme ai Comuni organizza quei momenti che sono previsti all’interno del bando. Aggiungo che bisogna far crescere la mentalità che per sviluppare queste possibilità servono persone adeguate e ben preparate. Questo è necessario per vincere la concorrenza Regionale. Anche sul GAL dove avremo la partecipazione di altri territori, in particolare piacentini”.

Le nostre valli presentano sicuramente delle criticità: spopolamento, occupazione e servizi, tanto per citarne alcune. In Regione crede che ci sia consapevolezza in merito a queste problematiche? Le soluzioni passano quindi per Bologna o sono solo a carico del nostro territorio?

Sono convinto che ci sia forte consapevolezza, a partire dal presidente e passando per gli assessori. I Consiglieri hanno poi il ruolo di portare a conoscenza i vari problemi e al tempo stesso presentare anche delle possibili soluzioni. Questo è lo sforzo che deve fare il territorio, questo è lo sforzo che pubblico e privato devono fare insieme per poter pensare che anche noi possiamo riscrivere pagine importanti per il nostro territorio e la nostra montagna. Sto facendo delle battaglie importanti per il turismo, la viabilità ma anche per le Farmacie Rurali.

Pensate che l’anno scorso noi consiglieri di Parma e Piacenza abbiamo fatto mettere 10 milioni di euro sulle strade. L’anno precedente ce ne erano stati 3, abbiamo triplicato i fondi. Questo è stato un grande segnale sul bilancio. Le vie di comunicazione sono importanti e danno la certezza di essere un primo collegamento. Non sono però sufficienti, dobbiamo avere le vie telematiche e collegamenti di rapporti di forza. Il territorio oggi lo si costruisce sempre di più insieme, per questo chiedo sempre uno sforzo agli amministratori. È un percorso lungo da intraprendere con impegno e pazienza, un percorso che darà i suoi frutti negli anni. Oggi raccogliamo dei frutti seminati venti anni fa, basti pensare ai giovani che ospitiamo per fare sport qua. Questo è un primo esempio, dobbiamo aprire altri target.

Crede che sia ancora possibile creare lavoro nelle nostre valli?

Oggi abbiamo bisogno di offrire anche in montagna tecnologia,. La nuova ditta inaugurata da Oppimiti a Bedonia ne è la dimostrazione. Ci aiuterà la banda larga. Per questo è stata collegata l’area artigianale di Borgotaro, siamo rispetto ad altri territori di Appennino più avanti. Abbiamo bisogno di credere ai progetti di sviluppo dei settori. Anche nei più diversificati e abbiamo bisogno di progettare ancora di più la crescita scolastica. Abbiamo un alberghiero e con questi ragazzi possiamo cominciare a parlare di nuova impresa.

Pensiamo, per fare un altro esempio, alle acque minerali di questo territorio. Tarsogno ha ricevuto 7 milioni di euro e anche Bedonia riceverà dei fondi. Abbiamo un’eccellenza anche nell’acqua e dove prima lavoravano in 20 oggi lavorano in 40. Certo il mercato del lavoro è cambiato ma la flessibilità è generalizzata a livello nazionale. Abbiamo ottenuto che gli uffici territoriali per il lavoro in montagna resteranno aperti. Anche in questo caso le mie fatiche sono servite. L’agenzia territoriale per il lavoro cercherà di mettere insieme le opportunità dalle scuole alle imprese”.

Quale la sua opinione sullo spopolamento in atto ormai da decenni e su come contrastarlo?

Lo spopolamento nasce da intere generazioni che sono andate via dalla montagna, lasciando solo gli anziani. Il vero spopolamento è nato 20 anni fa, quando le industrie del territorio provinciale hanno iniziato a spostarsi. Molte famiglie non sono più tornate qua, se non con la casa dei nonni in villeggiatura. Questo dimostra che allora si è scelto di perseguire l’agricoltura da latte e non l’industria. Questa tipologia di agricoltura negli anni ha avuto difficoltà enormi e quindi abbiamo perso opportunità di lavoro. Oggi con i giovani possiamo avere un altro modo di lavorare.

Possiamo avere collegamenti più rapidi, stradali ma speriamo presto anche ferroviari. Quindi c’è la possibilità di mantenere attivi tutti i servizi. Fino ad oggi siamo riusciti a mantenere scuola, sanità ed ospedale. Ogni Comune ha almeno una scuola, la sanità ha ancora un buon livello e il sociale ha un buon livello. Lavoriamo per evitare che le famiglie che devono fare un’ora di viaggio si rassegnino a dover vivere in città. Sono speranzoso perché oggi giochiamo carte nuove con professionalità e l’esempio del consorzio Love Taro&Ceno è positivo proprio in quest’ottica”.

Cosa ne pensa di LTC e de ilParmense, due realtà che a modo loro, lavorano con e per il territorio?

“Valuto molto positivamente le due esperienze. Mi sono reso disponibile per dare una mano. Ritengo che siano le più belle esperienze che oggi possiamo mettere insieme. Ricordo a tutti che però è sempre fondamentale perseguire l’umiltà. Per lavorare insieme bisogna saper fare qualche passo indietro e qualche volta bisogna ascoltare anche gli altri. Se qualcuno non fosse disponibile a farlo rischieremmo di perdere qualche buona occasione”.