Laminam di Borgotaro: i dati rassicurano ma gli odori proseguono
I dati Arpae su Laminam risultano entro i limiti di legge e il Sindaco Rossi esulta; l’Aria del Borgo: “Occorre essere cauti, mancano tante valutazioni”
I dati Arpae su Laminam risultano entro i limiti di legge e il sindaco Rossi esulta; l’Aria del Borgo: “Occorre cautela, mancano ancora tante valutazioni”
BORGOTARO | Non sembra avere fine la vicenda che a Borgotaro tiene banco da oltre un anno. Gli odori sgradevoli provenienti dall’industria di ceramiche Laminam non sono ancora scomparsi del tutto, dopo la sospensione forzata di ogni attività e la riapertura degli impianti a fine agosto. Quel periodo, infatti, era servito all’azienda per rimettersi in regola e installare nuovi filtri che evitassero la fuoriuscite di odori sgradevoli e la dispersione di sostanze potenzialmente nocive. La situazione è complessivamente migliorata e non si sono mai raggiunti i livelli di un anno fa. Tuttavia, secondo quanto riportato dai cittadini, non si è arrivati ad una completa risoluzione del caso. Le emissioni maleodoranti continuano a verificarsi a fasi alterne.
Lo testimoniano le quasi 300 segnalazioni giunte ad Arpae dal 1 settembre al 31 ottobre 2017, che mettono in evidenza come la situazione non si sia ancora normalizzata. Inoltre sono ancora decine, ogni mese, le visite o le chiamate ai medici di famiglia per pruriti, bruciori o altre sintomatologie legate a possibili emissioni inquinanti, nonostante da Ausl non siano giunti dati che mettono in relazione i fenomeni. Il sindaco Diego Rossi, dal canto suo, ha commentato la vicenda su un organo di informazione locale definendosi ampiamente soddisfatto. I dati Arpae, infatti, avrebbero scongiurato la presenza nell’aria di possibili sostanze nocive per la salute dell’uomo e rientrerebbero ampiamente nei limiti fissati dai parametri di legge.
L’Aria del Borgo: “Prematuro definirsi ottimisti, il sistema di filtraggio è ancora sotto osservazione”
Nonostante le istituzioni sprigionino ottimismo c’è anche chi richiama alla cautela. Marco Cacchioli, presidente de “L’Aria del Borgo” – Comitato per l’ambiente e la salute della Val Taro – è stato molto più prudente nel definire la situazione, ricordando come ci siano ancora tante valutazioni da effettuare. “Le perentorie ed ottimistiche dichiarazioni del Sindaco ci hanno stupito – ci ha raccontato telefonicamente Cacchioli – perché gli enti stanno ancora valutando se il sistema di filtraggio adottato dall’azienda è realmente efficace. Non mettiamo in dubbio l’esito delle analisi citate dal Sindaco, ma per poter valutare l’efficacia del sistema di filtraggio, questi devono essere messi in relazione con le tipologie di produzione e le quantità giornaliere prodotte“.
“Inoltre – prosegue nella sua analisi l’esponente del Comitato – riteniamo incomprensibile affermare che non ci siano rischi per la salute quando si registrano ancora decine di segnalazioni ai medici di famiglia e manca una valutazione epidemiologica, da parte di Ausl, degli effetti di tali emissioni sulla salute. Per quanto ci riguarda il problema non è solo il rispetto o meno dei limiti di legge, ma il fatto che quei limiti applicati ad una realtà come quella di Borgotaro, inserita in una valle chiusa con una forte escursione termica che non facilita la dispersione delle emissioni, producano comunque disagi e malesseri tali da minare la serenità di chi vi abita”.
L’intervento di Cacchioli si è concluso con un dubbio e un appello: “Quello che vorremo sapere è se una valutazione di questi fattori sia stata fatta prima dell’apertura dell’impianto. Si tratta di considerazioni che al di là dei limiti di legge potrebbero essere determinanti, perché il contesto talvolta è molto più importante dei numeri. Alla luce della situazione in cui ci troviamo – spiega – invitiamo tutti i soggetti coinvolti ad evitare affermazioni avventate sul problema, che tra l’altro è ancora oggetto di indagine da parte della Procura di Parma. Infine chiediamo al Sindaco di dare seguito alla richiesta dei tanti cittadini che da mesi gli chiedono un incontro pubblico sul tema“.
La Lega Nord presenta un’interrogazione in Regione per fare chiarezza sul caso
Fabio Rainieri – Vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ed esponente della Lega Nord – nonostante le dichiarazioni tranquillizzanti di qualche giorno fa del Sindaco di Borgotato, ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale maggiori approfondimenti sia legali che scientifici sulle emissioni provenienti dagli impianti Laminam. “Per le emissioni della Laminam non credo si possa essere ancora tranquilli. Occorrerebbe – ha precisato Rainieri – la certezza che le analisi siano effettuate quando la produzione nello stabilimento sarà al massimo per tipologia, quantità ed intensità. Inoltre, va rilevato che in tutta la fase istruttoria e nei conseguenti atti autorizzativi per l’avvio e la prosecuzione/ripresa dell’attività di produzione non risulta sia stato adeguatamente considerato il parametro salute previsto come necessario da diverse norme, europee e nazionali“.
Dopo aver chiesto al presidente Bonaccini e a tutti gli assessori di rendere pubblici i dati sulle emissioni, ha poi aggiunto poi che lo stabilimento valtarese è da classificare, secondo le norme vigenti, come un’industria insalubre ubicata in centro abitato. Rainieri ha evidenziato come manchino “sia il necessario parere sanitario con relative prescrizioni da parte del sindaco, sia, negli atti autorizzativi regionali, la verifica della compatibilità delle conseguenze dirette e indirette delle stesse emissioni con gli standard e i criteri per la prevenzione dei rischi relativi alla salute umana a breve, medio e lungo periodo“.
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