Legambiente risponde a Dall’Orto: “Sindaco, la fontana non è una moda intellettuale”

Legambiente Valtermina difende la fontana soppressa nel mese di ottobre; “Le fontane pubbliche non sono un’invenzione di ambientalisti e di sinistra”

Legambiente Valtermina difende la fontana soppressa nel mese di ottobre; “Le fontane pubbliche non sono un’invenzione di ambientalisti e di sinistra

ECCO DOVE TUTTO È INIZIATO (LEGGI)I GRUPPI DI MINORANZA CHIEDONO LA RIAPERTURA DELLA FONTANA (GUARDA)

Anche Legambiente Valtermina si schiera a favore della fontana “del Sindaco” soppressa dalla Giunta Dall’Orto. Lo scorso 27 ottobre, infatti, l’Amministrazioe traversetolese aveva deciso d’interrompere il servizio pubblico la cui concessione era prossima alla scadenza. Durante le settimane successive a schierarsi in favore di una possibile riapertura sono stati alcuni cittadini con una raccolta firme e i tutti gruppi di minoranza del Consiglio comunale. Ora anche Legambiente propone di trovare una soluzione condivisa candidandosi come collaboratore.

“Come Legambiente Valtermina abbiamo voluto fortemente la fontana pubblica di via Piave. Quando è stata installata eravamo convinti che fosse stata fatta ‘cosa buona’ per tutti: cittadini e ambiente. Convinti come siamo che l’acqua sia un bene primario e che dare a tutti la possibilità di bere acqua ‘più buona’ sia un servizio offerto da un’amministrazione attenta ai bisogni di oggi e agli scenari futuri.


Sì, perché le fontane pubbliche non sono nate per compiacere il gestore (in questo caso IREN o IRETI); non sono un’invenzione della sinistra o degli ambientalisti; non sono una moda uscita da circoli di intellettuali; sono piuttosto la riscoperta di una pratica o servizio molto comune nel recente passato, diffusa sia in ambito urbano che rurale; una riscoperta alla luce di nuove esigenze e  priorità. L’accesso all’acqua potabile, per le famiglie e i cittadini del nostro territorio è un diritto acquisito e garantito: tutti ne possiamo usufruire comodamente da casa pagando il servizio al gestore. 

Il gestore in bolletta ci ricorda che l’acqua del nostro comune ha determinate caratteristiche, è controllata e batteriologicamente sicuraInoltre costa meno di quella in bottiglia.

“A quale bisogno immediato verrebbe incontro allora, oggi,  un distributore di acqua sfusa, ovvero non confezionata nella bottiglia di plastica?”

L’acqua del rubinetto al palato non è sempre così invitante. Perciò per invogliare le persone a non comprare l’acqua in bottiglia quando non ce n’è bisogno, si è pensato di installare nel paese una fontana dotata di un buon  impianto di depurazione, di refrigerazione e, per i palati più esigenti, anche le bollicine. Cosi sono ri-nate le fontane pubbliche, che ora son chiamate ‘del Sindaco’.

La plastica risparmiata grazia a questo servizio è stata di circa 1.490.000 bottiglie, pari a 45 tonnellate, non immesse sul mercato. La CO2, invece, “risparmiata” all’ambiente, è stata di 119 tonnellate. Il tutto ha permesso un risparmio alle famiglie traversetolesi di 380.000 € sull’acquisto dell’acqua e 175.000 € sullo smaltimento della plastica di scarto. Per un complessivo di 555.000 €.

Numeri non irrilevanti secondo Legambiente che, “in modo semplice e concreto“, incentivano un risparmio sullo smaltimento ambientale della plastica e contribuiscono a ripulire il mondo. La plastica, infatti, è vero che si ricila ma non all’infinito e prima o poi andrà nell’inceneritore. Un modo anche “per trasmettere alle nuove generazioni buone pratiche come andare a prendere l’acqua con i nonni o per incontrare gli amici. Ciò insegna una diversa cultura dell’acqua e dei rifiuti“.

Le ragioni per ripristinare il servizio

Traversetolo, nasce il Comitato per salvare la fontana soppressa (SCOPRI)

Siamo convinti che le buone pratiche quotidiane cambino il mondo più di molte leggi. Siamo convinti che l’imperativo ‘consuma, spreca e chissene frega’ non ci risolverà la vita. Siamo convinti che se trasmettiamo buone abitudini ai bimbi potremo trovarci con cittadini futuri sempre più consapevoli; che le scelte che si fanno, per semplici che siano, soddisfano i nostri bisogni immediati ma hanno ricadute su chi verrà dopo di noi. Quindi facciamogli un piacere: non creiamo loro altri problemi.

Però su una cosa siamo d’accordo con il Sindaco: bisogna fare di più e non accontentarsi di un primo risultato ottenuto; bisogna insomma che sia utilizzata da più cittadini perché l’effetto sia incisivo: qui la nostra  disponibilità di collaborazione è incondizionata. A patto che non si rinunci ad un servizio che ci darà ottimi risultati in futuro“.

INCHIESTA – La “Fontana del Sindaco” è acqua passata: ecco i numeri

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