Lucchi invita il Presidente Grasso alla Festa del Voto alla Madonna delle Grazie

BERCETO | Il Presidente del Senato, impossibilitato a partecipare, sottolinea l’importanza della Festa del Voto di Berceto: “Volontà di ricostruzione della comunità montana”

Il Presidente del Senato, impossibilitato a partecipare, sottolinea l’importanza della Festa del Voto di Berceto: “Volontà di ricostruzione della comunità montana

BERCETO – Il sindaco Luigi Lucchi lo aveva invitato a partecipare, il 2 luglio, alla Festa del Voto della Madonna delle Grazie e il Presidente del Senato Pietro Grasso, impossibilitato a venire per impegni precedenti, gli risponde con una lettera che conferma le grandi qualità del paese appenninico. “Mi fa piacere“, ha commentato Lucchi dopo aver letto la missiva. Grasso definisce Berceto come uno “splendido paese, modellato sulle pendici dell’Appennino parmense, che costituisce con i tratti distintivi del suo antico e nobile passato, un patrimonio storico, culturale e paesaggistico di grande valore“. 

L’occasione è utile anche per ricordare come la Festa del Voto si colleghi ad un’importante parte della storia nazionale, quella raccontata anche dal Manzoni nei “Promessi Sposi” con la peste del 1630. Grasso sottolinea l’importanza delle tradizioni, in particolare rifacendosi al rinnovo annuale di quella votiva di Berceto, alla Madonna delle Grazie, che ha “rafforzato nella popolazione di Berceto il senso di appartenenza collettivo e la volontà di ricostruirsi come comunità di montagna“. 


L’origine del Voto alla Madonna

Era il 1630 e nei territori del Parmense era arrivata la peste: gli abitanti di Berceto temevano per la loro incolumità, anche per i molti forestieri che percorrevano la Francigena e che potevano facilmente portare il bacillo della peste a contatto con la popolazione bercetese. I capostipiti delle famiglie fecero allora un voto alla Madonna delle Grazie, da loro ritenuta protettrice del Paese. Venne stilato un atto notarile che prevedeva, sotto la firma di un notaio, che qualora i bercetesi fossero stati preservati dalla peste sarebbero stati obbligati a fare, in perpetuo, una solenne processione la prima domenica di luglio; inoltre in quell’occasione ogni famiglia avrebbe dovuto versare un’offerta di 5 lire imperiali.

Ogni anno i bercetesi rinnovano la tradizione: solo nel 1944, probabilmente a causa dei rastrellamenti dei tedeschi e della guerra, la processione è stata ridotta. Nel corso della celebrazione il Sindaco legge anche l’atto notarile che commemora l’istituzione della Festa del Voto. “Una ricorrenza unica al mondo – come ama ricordare spesso Lucchi – per la modalità in cui si è svolta: l’utilizzo del notaio per stilare un patto con la Madonna delle Grazie“.

E a conclusione della propria lettera il presidente Grasso invia i saluti a tutti i bercetesi, con una raccomandazione: “Preservare la ‘Festa del Voto’ che custodisce una preziosa occasione per il rilancio delle tradizioni, della sua vocazione all’accoglienza e all’ospitalità, per riscoprire la comune identità e salvaguardare la storia ricca di spiritualità e saggezza popolare“. 

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